“Se non faccio niente, che fine fa il mio tfr?”

Gianni Giamberini, presidente del circolo Acli cittadino, spiega le preoccupazioni dei lavoratori. Il 15 maggio convegno con esperti al cinema Teatro Castellani

La data per la scelta da fare sul Tfr si avvicina. Entro il 30 giugno 2007 tutti i lavoratori dipendenti dovranno decidere cosa fare: se destinare il tfr alle forme pensionistiche complementari o se lasciarlo in azienda. Una scelta importante che presume la conoscenza di alcuni meccanismi tecnici e non sempre di facile comprensione. Per questo motivo, il 15 maggio si terrà un incontro al cinema Castellani di Azzate in cui interverranno esperti e tecnici di varie associazioni e studi professionali: Acli, Lega Consumatori, Banca Etica, Studio Di Gregorio. Tra i relatori anche Gianni Giamberini, presidente del Circolo Acli di Azzate.

Signor Giamberini, che tipo di servizio hanno predisposto le Acli per la scelta sulla destinazione del tfr?
«Tanti incontri informativi, con possibilità di dibattito nei vari Circoli Acli della provincia e contatti personali agli sportelli del patronato».

Quali sono le domande più frequenti poste dai lavoratori?
«Se non faccio niente che fine fa il mio TFR? Se scelgo una forma di investimento privata che convenienza ho?»

Secondo lei, i lavoratori hanno percezione di quanto sta avvenendo?
«C’è una reale insicurezza e una certa paura di perdere o di investire male il proprio Tfr».

Quante richieste hanno ricevuto fino a oggi i vostri uffici?
«Non ho dati recenti, ma le assicuro moltissime».

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Pubblicato il 10 Maggio 2007
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