“Il salice della Schiranna era malato”
L'assessore Gladiseo Zagatto spiega perché l'albero accanto alla Canottieri è stato "sacrificato". Ne verrà piantato uno nuovo
«Il salice della Schiranna era malato. Dispiace anche a noi abbattere le piante, sempre. E soprattutto quando si tratta di veri e propri simboli, come quel salice. Ma era diventato pericoloso passarci accanto e abbiamo dovuto sacrificarlo». Parola dell’assessore ai Lavori Pubblici Gladiseo Zagatto.
Ecco fornita la spiegazione ai lettori di Varesenews che avevano segnalato il taglio della “storica” pianta sul lungolago chiedendo perché fosse stata sacrificata.
«Forse non tutti si sono resi conto che è da tempo che il Comune sta tagliando le pianta malate della Schiranna –spiega Zagatto- quelle che vanno dalla Canottieri fino al Lido. Non potevamo fare diversamente, la pianta, come l’uomo, ha un ciclo naturale: invecchia e muore. Quei salici erano ormai molto malati e passarci accanto poteva essere pericoloso.
Quello vicino alla riva in modo particolare: in passato, spesso, veniva sommerso dall’acqua e ora che il lago si è ritirato era diventato fragile e “pericolante”.
In occasione della Coupe de la Jeunesse abbiamo deciso di non aspettare oltre e procedere al taglio.
Ma va anche detto che tutte le piante tagliate sono state sostituite, sarà così anche per quest’ultimo salice: ne metteremo un altro in una posizione più sicura».
«Era un simbolo e ci dispiace – aggiunge Franco Ruspini, presidente della Canottieri Varese – però la pianta non era in buone condizioni, come del resto molti platani qui intorno. Che dire, se da una parte mi dispiace, dall’altra l’abbattimento apre una nuova visuale del lago di Varese».
E questo è solo l’inizio, dice ancora Zagatto. Il lungolago e il Parco Zanzi verranno riqualificati e subiranno una trasformazione radicale: «Abbiamo intenzione di realizzare un progetto che coinvolge tutta l’area e che prevede non solo la riqualificazione del parco e del verde pubblico, ma anche degli impianti sportivi e del lungolago». Insomma, almeno in teoria nessuno rimpiangerà il vecchio salice.
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