Nuovi orari dei bus: utenti scontenti

Le modifiche e la riduzione delle corse scontentano alcuni cittadini. Ma Amsc difende le scelte: "Garantiscono un servizio più regolare"

Basso gradimento da parte degli utenti per i nuovi orari dei mezzi pubblici Amsc. Se infatti i nuovi percorsi consentono di servire nuove zone fino ad oggi scoperte – in particolare i cimiteri e i centri commerciali di viale Milano – e hanno quindi attratto nuova utenza,  la riduzione del numero di corse delle singole linee è stato meno apprezzato. 

Orari alla mano, rispetto a pochi anni fa la contrazione del numero di corse riguarda tutte le linee: la C, ad esempio, aveva venticinque corse nel 2002, oggi (sommando la C e la nuova C barrata) ne ha diciannove. Analoga la riduzione della linea B e della B barrata,  una delle più frequentate: da ventisei corse tra i popolosi rioni di Caiello, Crenna, Cascinetta e Madonna in Campagna si è passati a ventidue.

Una riduzione che fa dire a qualche giovane utente che «si sono create delle linee fasulle, sembrano di più, ma le corse complessive sono meno.» Al centro delle critiche anche l’irregolarità dei passaggi, che non sono più cadenzati regolarmente (un autobus ogni mezzora). Una modifica degli orari di partenza dai capilinea che però ha una sua ragione nei tempi di percorrenza diversi nei vari momenti della giornata, a causa del traffico: «Con i “vecchi” orari (pensati trent’anni fa, ndr) – spiegano da via Bottini – i ritardi erano a volte significativi, capitava anche di dover sopprimere delle corse in momenti di grande traffico». Con i nuovi orari, invece, le indicazioni dei passaggi sono effettive: «I cittadini possono stare tranquilli che l’autobus di cui hanno bisogno ci sarà».  

Le modifiche dei passaggi hanno provocato inoltre le lamentele dei genitori dei ragazzi delle scuole secondarie di primo grado: la corsa bis -secondo i genitori- è insufficiente per trasportare tutti i ragazzi. Così gli alunni delle medie che prendono l’autobus precedente arrivano in centro città troppo presto e sono costretti ad attendere fuori dalla scuola, ancora chiusa. «Alla fine abbiamo deciso di portarlo in automobile – spiega non troppo contenta una madre -, anche se aveva l’abbonamento valido per tutto l’anno scolastico. In pratica abbiamo firmato un contratto che è stato poi cambiato nel corso della sua validità. Nessuna tragedia, certo l’atteggiamento non ci è parso correttissimo». «Ma i cambi di orario a gennaio– ribattono da Amsc – sono stati resi necessari dai lavori in corso in centro a Gallarate, che hanno significative ripercussioni sui percorsi e i tempi di percorrenza di alcune linee»

C’è anche un aspetto positivo nella vicenda: ha dimostrato che il trasporto pubblico a Gallarate è tutt’altro che inutile e poco utilizzato. E gli utenti sono aumentati, garantiscono da Amsc. «Solo che che i nuovi utenti soddisfatti fanno meno notizia di quelli che si lamentano»

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Pubblicato il 31 Gennaio 2008
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