Stati Generali e bavaglio democratico

Il commento dei movimenti ambientalisti sulla riunione tenuta ieri, 16 gennaio, nell’aula Magna dell’Università dell’Insubria

Riceviamo e pubblichiamo il commento dei movimenti ambientalisti sulla riunione degli Stati Generali della Provincia di Varese tenuta ieri, 16 gennaio, nell’aula Magna dell’Università dell’Insubria 

Con la "garbata" regia del Presidente Reguzzoni si sono svolti ieri sera a Varese gli Stati generali – Consiglio provinciale aperto. I media riportano ampi resoconti degli interventi e sottolineano quelle che sono state le parole d’ordine dell’evento, talmente scontate che ci si poteva risparmiare tutta la messinscena. Nulla infatti è andato in modo diverso da quello che tutti i giorni ormai leggiamo sui giornali: tutti uniti per difendere Malpensa (da Alitalia, da AirFrance, da Roma…). Il coro è stato bipartizan perchè anche le minoranza politiche ed i sindacati sono, con pochi distinguo, appiattiti sulle posizioni della maggioranza di centro-destra (Reguzzoni in Provincia e Formigoni in Regione) con la sola eccezione evidenziata ieri sera dal Consigliere Solanti che si è astenuto nella votazione.

Nel suo intervento il capogruppo consiliare del centrosinistra, Aspesi, aveva fatto, pur concordando sulla difesa di Malpensa, un richiamo alle regole, che significa anche riferimento al PRG (secondo lui da riscrivere) ed alle norme ambientali, notoriamente disattese.

E’ stato poi messo ai voti un o.d.g. che è una sorta di delega in bianco, senza neppure un testo scritto, e senza riferimenti all’intervento di Aspesi (rispetto delle regole) …e senza discussione nè dichiarazioni di voto: procedura sprezzante e non certo emblema di democrazia.

La votazione ha evidenziato l’unico, piccolo ma coraggioso voto di astensione del Consigliere Solanti. Grande la sorpresa del Presidente Reguzzoni che gli ha chiesto conto (forse per non rischiare la nullità della votazione) della sua posizione. Motivata da Solanti con l’assenza nell’o.d.g. …orale di qualsiasi riferimento alle regole. Intorno a Malpensa, bisogna considerare anche il danno ambientale a carico di oltre cinquecentomila cittadini lombardi e piemontesi e del Parco del Ticino.

Desta sconcerto la carenza di proposte della classe dirigente locale, limitata alla "moratoria", ultima zattera di un fallimento politico.

Ma, oltre ai diciannove interventi bipartizan, con i quali si era nel frattempo giunti oltre le ore 20, erano in programma, regolarmente iscritti e registrati, undici interventi che avrebbero evidenziato oltre agli scontati, gravissimi problemi ambientali, anche punti di vista meno omologati sugli aspetti economico-trasportistici, cioè sulle reali convenienze ed opportunità di un hub a Malpensa.

L’accorta regia, dell’evento aveva, naturalmente, fatto svolgere prima gli interventi bipartizan, non aveva realmente limitato gli stessi ai 5 minuti imposti (???) da copione e, nel frattempo, l’Aula magna dell’Università si era praticamente svuotata. Dopo qualche polemica alcuni degli interventi previsti sono stati caparbiamente, in qualche modo, parzialmente svolti ma, va rimarcato, il confronto, perno degli Stati generali, non è avvenuto.

Resta l’amaro in bocca a chi, già colpito quotidianamente dall’inquinamento atmosferico ed acustico di una Malpensa “sopra le righe”, trova poi la beffa di non potersi esprimere, non poter dare un contributo ad una discussione democratica sul tema.

Resta anche l’amaro boccone per la Democrazia che è fondata sulla libertà di parola e sulla libertà e sul diritto di difendere le proprie opinioni che non è, come dice Reguzzoni, “ma io vi lascio parlare”. Certo, Presidente Reguzzoni, in un’aula deserta. Noi non discutiamo sul diverso peso sociale del Presidente di SEA rispetto all’esponente di una qualche Associazione non istituzionale ma, riteniamo, nell’Assemblea definita “Stati generali”, se non possono parlare tutti con pari dignità, di quali Stati generali stiamo parlando?

E vogliamo anche aggiungere che i Personaggi importanti e, sicuramente, molto più bravi di noi, sono sicuramente capaci, come previsto e richiesto (ma non a loro) di essere sintetici ed esaurienti nei prescritti cinque minuti.

Malgrado i metodi visti in questi Stati generali farsa, vogliamo evidenziare che i V.I.P., quando votano, dispongono anch’essi di un solo voto, come qualsiasi cittadino.

Certi metodi ricordano molto quei regimi che, normalmente, non vengono considerati democratici.

Raffaellla Filippini, Amici della Natura ad Arsago

Elena Strohmenger, C.OVES.T. ONLUS

Angelo Giani, Consigliere comunale – Golasecca

Beppe Balzarini, UNI.CO.MAL. Lombardia

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Gennaio 2008
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