La “Passione” dei Momix spaventa e travolge
Un Teatro Gassman traboccante ha applaudito lo spettacolo di danza più emozionante degli ultimi anni, in replica domenica alle 16:30 e alle 21
Corpi, unione, dolore, gioia, luce e urla. In definitiva: passione. "Passion" dei Momix di Moses Pendleton, risalente al 1992, sa ancora emozionare, ed è quello che ha fatto ieri di fronte ad un Teatro Gassman di Gallarate da tutto esaurito.
Il segreto di questa longevità sta nel continuo riferimento ai miti freudiani, a quei complessi interiori che tutti, per forza di cose, abbiamo affrontato nella nostra vita umana. Così uno spettacolo che parla di passione, è anche uno spettacolo che parla continuamente di morte: Eros e Thanatos, due principi inscindibili come erano inscindibili tra loro i corpi dei ballerini.
Uomo e donna, uniti e diversi, sono le due facce della passione. La magia di Pendleton sta proprio nella fusione dei corpi, in scene che giocano con le illusioni ottiche e stupiscono continuamente il pubblico. Merito, anche, delle capacità allo stesso tempo atletiche ed eleganti dei sette ballerini, tra i quali un bravissimo Brian Simerson, che ha emozionato in modo particolare il pubblico in un quadro alle corde, fitto di riferimenti ai miti pagani e alle scritture bibliche.
Corde, nastri, sbarre, ombrellini, ma soprattutto coreografia: gli stratagemmi dei Momix per stupire e far pensare sono tanto semplici quanto efficaci. Le musiche di Peter Gabriel usate per questo spettacolo poi, sanno trascinare il pubblico in quella dimensione onirica che per l’intera durata dello spettacolo sembra custodirci come un involucro.
Bello come l’amore, forte come un incubo, "Passion" è lo spettacolo dei Momix allo stato puro, forse quello più rappresentativo della compagnia. Se "Sun Flower Moon", passato sempre a Gallarate un anno fa, era più un gioco di illusione, legato ai grandi temi sociali, Passion è più forte e intimista, riferendosi ai miti pirmordiali. Non a caso molte delle immagini proiettate sul telo trasparente, che separa il pubblico dai ballerini, mischiano miti pagani della cultura egiziana e latina alle opere surrealiste più recenti, con continui riferimenti ad ogni epoca della nostra storia.
In definitiva questo non è uno spettacolo, ma una seduta di psicanalisi che fa bene alla nostra mente e anche al cuore: un’esperienza indimenticabile che questa sera, domenica 17 febbraio, proveranno i fortunati che riusciranno a trovare gli ultimi biglietti per la repliche delle 16:30 e delle 21 al Teatro Gassman. Nel frattempo, ieri sera, il pubblico del teatro ha dimostrato di aver colto in pieno il messaggio di "Passion", ascoltato spesso con estrema attenzione e applaudito lungamente una volta caduto il telo che separava i ballerini dal pubblico.
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