“Malpensa, chi pensa alla salute dei cittadini?”
Nota del sindaco di Golasecca Aldo Pandin
Riceviamo e pubblichiamo
La notizia della decisione di Alitalia di cancellare 150 voli su Malpensa non può che essere accolta con sollievo da parte di parecchie migliaia di cittadini che vivono attorno all’aeroporto e che da 10 anni subiscono sulla loro pelle e sulla loro salute le conseguenze negative, del fracasso dovuto al sorvolo degli aerei sopra le loro teste, sia di giorno sia di notte.(conseguenze documentate anche dalla ASL di Varese)
Con la riduzione dei voli, il traffico aereo di Malpensa si avvicinerebbe a quello che era stato definito dal piano regolatore originale del 1986, concordato con i comuni, tuttora valido che prevede una movimentazione giornaliera media di 277 aerei e non 800/900 come avviene ora. Ma sul futuro di questo scalo non si può stare tranquilli, perché il partito di Malpensa non si rassegna alla sconfitta dei suoi piani, ma rilancia ancora uno sviluppo indefinito di questo scalo.
Allora ben venga la voce dei cittadini, per farsi sentire attraverso una manifestazione indetta dai comitati lombardi e piemontesi, per pretendere il rispetto delle regole, da sempre disattese, sullo sviluppo indiscriminato di un aeroporto fuorilegge per non essere stato sottoposto a procedura di compatibilità ambientale preventiva che avrebbe dovuto stabilire i limiti dello sviluppo durevole e sostenibile di questa megastruttura.
Malpensa ha creato invece una serie di danni e costi sociali le cui conseguenze gravano sull’intera società civile. Il più grave di questi danni, è l’inquinamento atmosferico che va ad interessare una vasta area per un raggio di oltre 50 chilomerti. Nessuno ha mai detto quanto inquina Malpensa. Lo ha fatto il Comune di Golasecca elaborando in proprio un rapporto ambientale.
Il documento dimostra che l’inquinamento derivato dalle attività aeroportuali, è di gran lunga superiore a quello di tutto il traffico veicolare gravante nel Parco del Ticino Lombardo e Piemontese. I consumi di carburante e le relative emissioni sono rispettivamente per il traffico veicolare 407 ton. equivalenti di petrolio/giorno contro 475 ton. di Malpensa. La differenza è che le emissioni del traffico veicolare sono diffuse su un area di circa 900 km/q mentre quelle dell’aeroporto sono concentrate in 6 km/q. Quindi con Malpensa le emissioni inquinanti per il territorio preso in esame raddoppiano.
L’inquinamento prodotto a Malpensa non si ferma sul posto, ma si sposta con i moti dell’aria e va ad investire i centri urbani distanti parecchie decine di chilometri, che hanno già di per se problemi di criticità per via delle emissioni locali.
Ad esempio, per il PM10, nei soli tre mesi, da novembre 2006 a febbraio 2007, a Gallarate ed a Busto si sono registrati 65 giorni di superamenti (3 giorni su quattro – con punte di 189 microgrammi/mc.) dei valori limite stabiliti dalle normative comunitarie, di 50 microgrammi per mc. per la protezione della salute umana, da non superare per più di 35 giorni l’anno. Per il 2010 i superamenti dei limiti non devono essere più di 7 giorni all’anno. Così vale anche per gli ossidi di azoto e per l’ozono per altri periodi.
Risulta evidente che con tali valori la salute umana non è più tutelata e sono la causa di numerose patologie documentate anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che a seguito di uno studio documenta che in Italia 8400 decessi all’anno sono attribuibili a concentrazioni di PM10 superiori a 20 microgrammi/mc. mentre aumentano i rischi di sviluppare malattie cardio-vascolari, tumori, leucemie e malattie delle vie respiratorie, asma, bronchiti in modo particolare nei bambini.
Che dicono di questo le autorità preposte alla tutela della salute pubblica? Pertanto benvenuto il ridimensionamento di Malpensa, che conseguentemente ridimensiona anche il traffico veicolare indotto con qualche beneficio di attenuazione dei numerosi problemi sociali, che le lobby di Malpensa hanno da sempre volutamente ignorate, per non ostacolare le loro mire del business e del profitto a qualunque costo.
Ringrazio per l’ospitalità.
il sindaco di Golasecca Aldo Pandin
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