Tra i lettori spunta la terza via: “spiami, ma voglio sapere chi sei”
In molti si sono detti favorevoli all’iniziativa dell’agenzia delle entrate, ma ad una condizione: sapere chi si interessa alle proprie entrate
Il mio reddito su internet? Sono d’accordo, a patto che i “curiosi” che spiano lascino nome e cognome.
La vicenda legata alla pubblicazione sul sito dell’agenzia delle entrate dei redditi degli italiani ha fatto discutere, e molto. Sondaggi, mail, commenti e tante idee sul come gestire la cosa. Ci sono gli arrabbiati alla Beppe Grillo, che nel suo blog ringrazia il Governo: “Rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato – si legge nel sito del comico genovese. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell’agenzia delle entrate”.
Lo stesso Grillo è stato uno dei nomi più ciccati che i quotidiani on line d’Italia hanno proposto ai loro lettori, naturalmente col reddito dichiarato.
In molti, invece, hanno accolto con giubilo la notizia: “Non ho nulla da nascondere, quindi spiino pure, anzi, in questo modo sapremo quanto guadagnano i politici”, hanno scritto in molti. Ma ecco che tra le proposte spunta quella salomonica: redditi su internet si, ma che il richiedente lasci nome e cognome. Scrive, ad esempio Stefano da Induno: “Non ho nessun problema a che altri sappiano quale è la mia dichiarazione dei redditi, però visto che vengono a guardare un mio dato sensibile, pretendo di sapere nome e cognome del curioso di turno.
Il sito dovrebbe perciò prevedere il libero accesso a tutti coloro i quali sono disponibili a rilasciare le proprie generalità.”
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