A “Fort Besozzo” una grigliata sotto l’acqua
La proprietà svedese della Munksjo ha notificato i licenziamenti ai 180 dipendenti della cartiera. Chiesto un consiglio comunale aperto
Sesto giorno di cancelli chiusi alla cartiera Munksjo e i lavoratori si danno a panini e salamelle. Le ultime notizie da “Fort Besozzo” parlano della rottura del silenzio assordante dalla Svezia e dei palliativi che i dipendenti minacciati di licenziamento organizzano per tirare avanti con il blocco.
Dopo la notizia del licenziamento dello scorso mercoledì 21 maggio ricevuta nella sede dell’Univa i dipendenti della cartiera besozzese, di proprietà della svedese Munksjo, non hanno avuto notizie dall’azienda madre per quasi una settimana: «Aspettavamo almeno la notifica del licenziamento – spiegano dalla fabbrica -, che è arrivata nella terda serata di ieri, martedì 27 maggio. Hanno aperto la vertenza, noi restiamo qui dentro sperando che possa succedere qualcosa e che decidano di trattare». Le visite all’interno dell’azienda intanto proseguono: ieri pomeriggio è arrivato il sindaco di Malgesso Fulvio Fagiani. I tentativi di interessare le istituzioni vanno dunque avanti. Dopo la richiesta di un consiglio comunale aperto sulla vicenda presentata al primo cittadino besozzese Fabio Rizzi (imitati dai consiglieri del gruppo di minoranza “Vivere Besozzo”), filtra la notizia di una lettera-invito inviata ad Umberto Bossi: «Abita qui vicino, passa di qui e senz’altro conosce questa storica fabbrica – spiegano dalla cartiera -. Gli abbiamo chiesto di interessarsi alla nostra vicenda, di venire qui a bere un bicchiere di vino e provare a salvare da un destino senza lavoro e senza reddito 180 famiglie». Nel frattempo ai centralini di Besozzo si intensificano le telefonate di clienti e fornitori che rischiano a loro volta la chiusura per mancanza di materiali, decor e masking, che sono prodotti nell’antica cartiera.
Dentro i cancelli le giornate scorrono come sempre da ormai sei giorni a questa parte. Tra una partita a carte, un po’ di riposo, discussioni sul futuro e l’ordine (pienamente rispettato) di non toccare i macchinari, i lavoratori hanno deciso di trovare alternative per trascorrere il tempo: «Abbiamo deciso di trovarci tutti in allegria per una grigliata – spiegano -. Un po’ per ricompattarci, un po’ per capire tra una salamella e un bicchiere cosa fare di noi. Abbiamo preso un po’ d’acqua, ma è stato divertente. Come si dice: "Se gli affari vanno male, almeno il corpo deve stare bene». E proprio su questo fronte, in assenza di contatti con la proprietà, potrebbero esserci novità nei prossimi giorni: giovedì 29 maggio arriva il Giro d’Italia, occasione ghiotta per farsi vedere e sentire da tutta la nazione.
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