Origlio spinge gli atleti varesini: «Si faranno valere»

Il presidente del Coni provinciale è fiducioso sulla spedizione olimpica varesina, mentre in tema doping ha le idee molto chiare: «Radiazione per i casi più gravi»

Ormai ci siamo. Il fatidico otto agosto, giornata inaugurale delle Olimpiadi di Pechino, è finalmente arrivato. Mentre in Cina migliaia di atleti provenienti da tutto il mondo si sfideranno nelle 34 discipline olimpiche, a Varese c’è un vero appassionato pronto a seguire le gare a cinque cerchi con grande attenzione. Non si tratta però di un tifoso qualunque, ma del numero uno del Coni provinciale Fausto Origlio (a destra nella foto), che non ha lesinato nell’esprimere le sue opinioni riguardo l’evento olimpico e la situazione dello sport in generale.

Signor Origlio, partiamo dalla spedizione azzurra. Il presidente del Coni Petrucci ha parlato di 25-30 medaglie, Lei cosa si augura?

«Arrivare a quota trenta sarebbe davvero un gran risultato, ma secondo me potrebbero andar bene anche 23-25 podi. Purtroppo abbiamo perso per strada qualche possibile medaglia, con gli atleti che, tra l’altro, gareggeranno in condizioni atmosferiche davvero difficili. Sappiamo che i podi olimpici fanno da traino a tutto il movimento sportivo, per questo i nostri ragazzi daranno il massimo: se sarà così, la gente apprezzerà in ogni caso».

La spedizione varesina è risicata, ma di buon livello. Quale dei nostri atleti potrà conquistare una medaglia?

«Innanzitutto sono sicuro che tutti sapranno farsi valere, se però poi devo fare qualche nome penso a Manuela Zanchi e al Setterosa, in cui confido al pari dei nostri canottieri Luini e Vlcek. Poi c’è Noemi (Cantele, ndr), che se fosse un uomo avrebbe tutti gli sponsor ai suoi piedi: a mio parere riuscirà a portare a casa un buon risultato, in caso contrario si rifarà ai Mondiali. Fra gli assenti, mi dispiace tantissimo per Pierpaolo Frattini, vittima di alcune politiche federali che hanno privilegiato altri equipaggi, così come per Michele Frangilli, sempre presente nelle scorse edizioni. Ma del resto, tutti non si può andare».

Il presidente del Coni provinciale seguirà alcune discipline in particolare?

«Cercherò di vedere quante più gare possibile, ma per motivi affettivi metto al primo posto la ginnastica artistica: mio figlio si allenava con Cassina, che conosco da quando era piccolo. Da non perdere poi i 100 e 200 metri di atletica, così come le prove di nuotatori e schermidori azzurri».

Nelle ultime settimane lo sport italiano è stato colpito da alcuni casi di doping. Qual è il Suo stato d’animo a riguardo?

«Abbiamo vissuto giornate bruttissime, però dobbiamo fare dei distinguo. Nei confronti della Bastianelli (positiva ad una sostanza dimagrante, ndr) c’è stato dell’accanimento terapeutico: il doping è quello che ti rende un’altra cosa, non quello che ti fa perdere qualche etto. Comunque stiamo lavorando bene, in questa lotta l’Italia sta combattendo più di altri Paesi. Non dobbiamo guardare in faccia a nessuno, perché si tratta di un problema molto serio: chi sbaglia deve pagare, e nei casi più gravi sarebbe giusta la radiazione. Non parlo solo degli atleti, ma anche di tecnici, allenatori o chiunque favorisca l’assunzione di certe sostanze».

Saranno comunque delle Olimpiadi di grande impatto mediatico, non fosse altro che per la partecipazione di alcune stelle mondiali. Lei cosa ne pensa?

«Sinceramente mi dà fastidio che professionisti strapagati come Federer, Nadal o Ronaldinho vadano ai Giochi. Ci sono troppe differenze: le star restano sempre sotto le luci della ribalta, mentre tanti altri atleti che si impegnano per quattro anni nell’ombra vengono subito dimenticati. Purtroppo l’incidenza dello show-business ha contaminato anche le Olimpiadi».

Per concludere, Le chiediamo un parere rispetto alla polemica sul boicottaggio o meno della cerimonia di apertura.

«Lo sport deve andare dappertutto e gli sportivi devono fare gli sportivi, non i politici. Quando una Nazione invia i propri atleti a un’Olimpiade, è giusto che questi esercitino la propria professione sempre e comunque. E’ giusto che i ragazzi sfilino».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 agosto 2008
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