L’inno di Mameli sui banchi a Gallarate. Lega: “Soldi buttati”

Decsione della giunta e il carroccio insorge

Gallarate regala alle scuole 220 cd con l’inno d’Italia, e la Lega protesta. “Soldi buttati via, meglio fare come a Como, dove la Provincia ha messo un centralino in dialetto”.  La decisione è stata presa nella riunione di giovedì della giunta comunale. Sarà distribuito un disco per ogni classe, con il testo sulla copertina. L’iniziativa è di un assessore di Alleanza nazionale, Luca Carabelli: “E’ un segno di appartenenza, ma ogni scuola sarà libera di fare ciò che vuole. Piuttosto – continua – potremmo invece chiedere agli studenti di cantare l’inno, l’ultimo giorno di scuola, in piazza”. Apriti cielo. La Lega Nord è nettamente contraria: “Sono soldi buttati via – spiega il segretario cittadino Luciano Mazzone – la verità è che l’inno d’’Italia non lo sa nessuno, perché non è sentito come un segno di appartenenza”. Martedì mattina, a Cardano al campo, è comparso uno striscione con una scritta che è sembrata una risposta alla decisione della giunta Mucci: “Non fratelli d’Italia ma figli di Padania”. E stato realizzato dai giovani padani, ma era in realtà precedente alla decisione, anche se Mazzone adesso dice di essere completamente d’accordo. Il sindaco Mucci parla di decisione doverosa, e non raccoglie le provocazioni, ma la tensione tra la Lega e i partiti del centrodestra a Gallarate si fa sempre più alta. E tra qualche giorno, il sindaco dovrà chiedere al consiglio comunale se rinnovare l’esperienza del campo nomadi provvisorio che la Lega aveva tanto avversato. Si annunciano altre scintille, ma Mucci precisa: “Abbiamo seguito alla lettera le direttive che il ministro Maroni ha diramato in materia di campi nomadi, questo la lega deve saperlo”.

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Pubblicato il 09 Settembre 2008
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