Rifondazione Comunista si interroga sul dopo mondiali
Che destino avranno le nuove strutture realizzate, in assenza di una vocazione turistica di questa città e dell’intera provincia? Se lo chiedono Giampaolo Livetti e Giovanni Bonometti
Riceviamo e pubblichiamo
Gli imminenti mondiali di ciclismo saranno indubbiamente l’occasione per mettere sotto i riflettori la Provincia di Varese, nelle sue luci e nelle sue ombre. L’attrattività dei luoghi, la diffusione di un associazionismo sportivo attivo ed appassionato, la partecipazione con la quale la gente accoglierà le competizioni faranno certamente dei mondiali di Varese un evento importante.
La situazione non è tanto rosea, invece, per quanto attiene la solidità della struttura turistica varesina, che non garantisce ad esempio una ricettività alberghiera (e non solo) all’altezza della situazione.
Naturalmente la propaganda con la quale si pubblicizza la manifestazione preferisce parlare, come fa da tempo, di Varese come "land of turism".
Ma quale “terra del turismo”? Forse quella da cui (cronaca di questi giorni) i turisti scappano di fronte alle schiume inquinanti che appaiono nei nostri laghi e le manifestazioni si spostano sulle sponde piemontesi data la non balneabilità delle nostre spiagge?
In realtà una solida struttura turistica è possibile solo se il territorio possiede le qualità per poterla realizzare: occorre la realizzazione di percorsi naturalistici, di occasioni culturali e ricreative, di proposte eno-gastronomiche che siano indice di tipicità: tutto questo in provincia di Varese è tutt’altro che consolidato. Significativo a questo proposito il ritardo della sponda varesina del lago Maggiore, non a caso chiamata "sponda magra", con località potenzialmente turistiche, ma senza strategie efficaci di rilancio. (A volte senza le dotazioni impiantistiche indispensabili per un turismo ecologico).
Altrettanto significativa di questa situazione è la vicenda controversa (a dir poco) degli alberghi a Varese: grandi interessi privati (e non solo) si sono tuffati nell’ampliamento e nella costruzione di nuovi alberghi. Oggi sappiamo peraltro che i posti letto saranno insufficienti per il grande evento.
Ma quando i mondiali, nel giro di una settimana, saranno finiti che destino avranno le nuove strutture realizzate, in assenza di una vocazione turistica di questa città e dell’intera provincia? Qualcuno sta già pensando di modificare la norma che ne impedisce la trasformazione d’uso e riconvertire gli alberghi in qualcos’altro?
Certo, nell’imminenza dei mondiali ci auguriamo che tutto vada per il meglio, ma l’auspicio è anche quello che, dopo l’evento, si affronti con impegno e con-senso il problema dello sviluppo turistico della Provincia di Varese (che non si fa a suon di propaganda) a partire dal rilancio di intere zone del Nord della provincia oggi in affanno e per le quali chiediamo da tempo una riconversione turistica che punti sulle filiere di qualità.
Pensiamo solo ai posti di lavoro che, soprattutto nel Nord della provincia, devono essere ri-generati a seguito della continua crisi industriale e del frontalierato che investe la zona.
Il Consigliere provinciale PRC
Giampaolo Livetti
Il Segretario provinciale PRC
Giovanni Bonometti
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