“Non farò mai un partito con Diliberto”

Claudio Fava ha presentato il progetto di “Sinistra democratica”, il nuovo soggetto politico alternativo al Pd e al blocco Prc-Pdci

Claudio Fava, venerdì 7 novembre al collegio De Filippi, in una sala gremita di simpatizzanti e curiosi, ha presentato il progetto di “Sinistra democratica”, il nuovo soggetto politico nato a sinistra, alternativo al Pd di Veltroni e al blocco Prc -Pdci. Il parlamentare europeo dell’Ulivo riparte dalla partecipazione, «quella vera» come sottolinea lui stesso. Rispondendo alle domande dei giornalisti Federico Bianchessi della Prealpina, Nicolò Ramella di Rete 55 e Michele Mancino di Varesenews, Fava ha chiarito che il nuovo progetto non è l’ennesima isoletta all’interno dell’arcipelago post-comunista, è  nuovo perché svincolato soprattutto dalle vecchie logiche. «Per dire che un partito è partecipato e trasversale – ha detto Fava – non è sufficiente inserire nelle liste elettorali un operaio, una casalinga, un disoccupato, un imprenditore. Occorre invece indicare un percorso chiaro, responsabile e capace di dare voce realmente a chi non ce l’ha. I giovani, ad esempio, possono essere coinvolti solo se si è disposti ad ascoltarli e ad accettare la loro freschezza che poi è la vera forza per un partito politico che guarda al futuro».

Partecipare, per Fava, significa mettersi in gioco in prima persona. «Hanno tradotto lo slogan di Obama in “Si puo’ fare”. Ma è profondamente sbagliato, perché “Yes, we can” significa “Sì, noi possiamo fare”. Capite che la forza di quello slogan è nella partecipazione di ciascuno di noi e non in un impegno impersonale. “La gente” è un altro termine che non mi piace,  è molto berlusconiana perché identifica solo potenziali clienti. Noi invece siamo cittadini, portatori di diritti e di doveri».

Secondo il leader di “Sinistra democratica” si deve far leva su un nuovo modo di intendere la politica e la scelta o l’esclusione nel simbolo della nuova formazione della parola comunista o della falce e il martello indica una precisa collocazione rispetto al passato. «Ho il massimo rispetto per alcune storie personali e per la storia del Pci, da cui io provengo, ma non si puo’ raccontare il mondo e quello che sta accadendo con le stesse categorie. Andate a vedere come è stato festeggiato il Primo Maggio a Torino dal Pdci? Io non farò mai un partito con Diliberto».

Il giorno stesso della discesa al nord dell’ex "caruso", le agenzie giornalistiche, come ha fatto notare Federico Bianchessi, lanciavano la notizia della richiesta di Nichi Vendola di un nuovo congresso del Prc. Un rapporto, quello con i cugini che stanno a sinistra della nuova sinistra democratica, che non potrà essere ignorato. «Stimo molto Ferrero, ma quale sia il futuro di Rifondazione non è un problema mio».
Fava punta molto sul rinnovamento della leadership politica, anche a costo di dare lui l’esempio: «Se mi chiederanno di farmi da parte, lo farò».

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Pubblicato il 11 Novembre 2008
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