“Oasi della brughiera, sbagliati tempi e modi”
Intervento della coordinatrice di Forza Italia Milena Melato
Riceviamo e pubblichiamo
La scorsa settimana è stato approvato in Consiglio Comunale il progetto “Oasi nella brughiera”, che prevede l’acquisizione dell’area da 113mila metri quadri della ex Cava al prezzo di 510mila euro.
Non mettiamo in discussione la validità di un recupero ambientale di un’area che noi stessi nella passata legislatura contribuimmo a difendere esprimendoci a favore della sua esclusione dal piano cave della Provincia di Varese. Il problema sono i tempi e i modi con cui la maggioranza sta agendo, ma soprattutto i costi, che giudichiamo sproporzionati sia rispetto al contesto economico attuale delle casse comunali sia rispetto alle esigenze reali del Comune di Cardano.
Stiamo parlando di una cifra pari a 510mila euro di soldi dei contribuenti cardanesi per acquisire una “buca” abbandonata da anni, che versa in condizioni pietose e che richiederà ingenti interventi di bonifica e di sistemazione ambientale. Sarà poi vero che quella “buca” vale così tanto?
Abbiamo qualche dubbio in proposito, pur rispettando e stimando il tecnico comunale che ha redatto la perizia sul valore dell’area. Nessuno mette in discussione la professionalità e la responsabilità con cui ha fatto questa perizia, ma per una spesa così importante ci si aspetterebbe perlomeno dall’amministrazione la richiesta di una controperizia per verificare il prezzo e per sciogliere i dubbi che possono sorgere su un’area così particolare. E’ quello che qualunque persona di buon senso farebbe, ad esempio, prima di acquisire un edificio da ristrutturare: non si può pensare di attribuire un valore in base ad uno standard, bisogna verificare in quale stato è l’edificio e quali interventi di ristrutturazione e consolidamento strutturale sono da fare. Lo stesso vale per la ex Cava: qui non stiamo parlando di un’area boschiva qualsiasi, assimilabile ad una qualsiasi altra porzione di brughiera, ma di una “buca” abbandonata da anni e rinaturalizzatasi spontaneamente. Sono state valutate le sue condizioni effettive? E’ stato già fatto un calcolo di massima di quanto potrà venire a costare la bonifica e la riqualificazione ambientale di quell’area, al di là degli ulteriori progetti annunciati dall’assessore Proto (collegamenti ciclabili, punti di osservazione e quant’altro)? Pensiamo che questo sia un punto fondamentale della questione, dato che oggi si parla di mezzo milione di euro da investire nell’acquisto, ma nessuno dice di quanto si dovrà sborsare domani per la sistemazione di quell’area. Se gli interventi di riqualificazione dovessero rivelarsi economicamente importanti, non sarebbe questo un buon motivo per ridurre il prezzo di acquisto di un’area che nelle condizioni in cui versa non è così appetibile?
A questo punto ci chiediamo e chiediamo ai nostri concittadini se questa sia una spesa oculata o se probabilmente, vista la situazione attuale di difficoltà generalizzata, non sarebbe meglio fare i “conti della serva” e verificare se non ci siano priorità più urgenti per la nostra comunità. Strade e fognature da sistemare, illuminazione pubblica, interventi per la sicurezza e potenziamento del controllo del territorio, sistemazione delle zone periodicamente colpite dagli allagamenti: forse sono piccole priorità che non guadagnano i titoloni dei giornali ma che vanno incontro alle esigenze essenziali e quotidiane dei cittadini. Il principio è lo stesso che ci portò a criticare il costo eccessivo della riqualificazione di piazza Mazzini: se le risorse sono scarse, un buon padre di famiglia prima sistema le tubazioni che perdono e rinforza i muri crepati invece che tinteggiare la facciata della sua abitazione. Non vuol dire che questi interventi in grande stile non vadano messi in cantiere, ma le priorità urgenti e immediate a Cardano sono altre, non certo il “salotto” della piazza di ieri e l’oasi naturale di oggi.
Del resto appare evidente a tutti il paradosso di un’amministrazione comunale che da una parte sposta in là nel tempo gli interventi già previsti nel piano delle opere per poter rispettare il patto di stabilità del 2008 (nell’ultimo assestamento di bilancio ricordiamo la sistemazione della piastra e la manutenzione degli immobili comunali, ad esempio), dall’altra non esita a stanziare un miliardo delle vecchie lire per portare avanti in fretta e furia il progetto dell’oasi. E’ per questo che riteniamo affrettato stanziare per l’acquisizione dell’ex Cava un somma così rilevante per le casse del Comune di Cardano, anche in considerazione del fatto che nel corso del consiglio comunale è stato più volte affermato che si tratta di un progetto il cui interesse va oltre i confini di Cardano. La nostra proposta è quindi che gli enti interessati al progetto (a partire dal Parco del Ticino e dalla Provincia di Varese) si siedano attorno ad un tavolo, valutino attentamente i costi necessari alla realizzazione dell’oasi e raccolgano le risorse economiche necessarie, a partire dai 270mila euro di compensazioni ambientali per
Milena Melato
Coordinatore Forza Italia-PdL Cardano al Campo
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