Braccio di ferro allo spasimo sul futuro della Pro Patria
Frenetiche trattative in corso a Palazzo Gilardoni: i giocatori vi si sono recati con il dg Lamazza in testa per chiedere conto su eventuali proposte di acquisto del club
Giornata "da panico" per la Pro Patria e per i suoi appassionati tifosi, con tanto di "pronunciamento" dei giocatori: alla notizia che il patron Giuseppe Zoppo potrebbe realmente fare un passo indietro nella gestione economica della società, Anania e compagni si sono recati in corteo a Palazzo Gilardoni con in testa il direttore generale Lamazza. Il motivo? "Esigere" dal sindaco Farioli, impegnato in queste ore a trovare acquirenti per la società, di esibire le proposte arrivate sul suo tavolo. Un’offerta sarebbe in effetti già giunta e messa al vaglio di Zoppo ma per il momento non è possibile conoscerne l’entità, come è difficile intuire l’eventuale risposta del presidente.
La situazione qundi è estremamente "calda" e complessa e trattative serrate sono in corso anche nella serata di oggi, venerdì 30. L’imminente chiusura (lunedì prossimo) del mercato di riparazione invernale ha portato all’ebollizione la pazienza dei giocatori, già messa a dura prova dal lungo braccio di ferro tra la proprietà e il Comune sullo stadio. Gli atleti chiedono garanzie, a questo punto, per il prosieguo della stagione e qualcuno potrebbe chiedere di lasciare la barca biancoblu al termine della finestra del calciomercato, una proposta che però Zoppo non è intenzionato ad accogliere. Tra l’altro sono in scadenza i termini per i pagamenti dei contributi previdenziali dei giocatori; se il versamento dovesse saltare la squadra subirebbe uno o due punti di penalità in classifica.
Insomma, lo scenario è in piena evoluzione: i tifosi si ritroveranno domani mattina alle 10,45 allo stadio Speroni per sostenere i colori biancoblu mentre i forum online dei supporters tigrotti sono in comprensibile fermento.
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