“Lo svincolo con l’A9 distruggerà l’unico bosco della zona”
L’immagine satellitare dell’area verde con il futuro svincolo fornita dell’associazione “Duma Nunch” dopo la presentazione del progetto definitivo sulla Pedemontana
Uno svincolo in mezzo al bosco. È l’allarme che lancia “Duma Nunch, associazione econazionalista insubre” in vista degli imminenti lavori dell’autostrada Pedemontana, che collegherà Bergamo a Malpensa. Lavori che dovrebbero iniziare nella primavera del 2010. “L’Insubria è fra le terre più inquinate d’Europa – spiegano dall’associazione -. e si continua ad abbattere boschi e costruire autostrade. Quasi senza commento vi proponiamo questa immagine”.
Nella foto infatti il bosco della Moronera tra Lomazzo e Saronno, con lo svincolo fra la Pedemontana e l’A9.
“Nei giorni scorsi a Lomazzo – continuano dall’associazione -, si è celebrata così la morte del bosco della Moronera, futuro svincolo autostradale. Proprio il 29 dicembre scorso la Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. ha consegnato il Progetto Definitivo del Sistema Viabilistico Pedemontano. A quanto pare, da ottobre 2009 potranno iniziare le procedure di esproprio, la progettazione esecutiva e le attività di cantierizzazione del primo lotto delle tangenziali di Como e Varese e della Tratta A da Cassano Magnago a Lomazzo. Le compensazioni ambientali, qualora fossero considerabili come una controparte accettabile, rimangono un progetto sulla carta, assolutamente non soddisfacente, di facciata e limitato a piccolissime aree. Ma i responsabili della Pedemontana parlano “del più esteso progetto di compensazione ambientale mai sviluppato nel nostro Paese”. Nessun partito, di destra o di sinistra, ha denunciato questo scandalo”.
”Mentre l’Insubria muore ecologicamente e culturalmente – concludono dall’associazione -, c’è ancora chi persegue l’errore della costruzione di nuove strade, che non aiutano a ridurre i flussi veicolari, bensì ne aumentano la portata, incentivando il trasporto su gomma rispetto a quello su ferro; senza contare che strade e autostrade sono le opere pioniere dell’urbanizzazione di tutti i territori circostanti (edilizia privata, centri commerciali, logistica, industria…). L’Insubria continua sulla strada del brutto, del vecchio, dell’assuefazione al grigio, di una periferia infinita e senza identità, che da Malpensa arriva a Bergamo”.
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