Spese per l’inaugurazione del tribunale, “ciula” contro “babbei”
Scambio di bonarie invettive tra il presidente del consiglio comunale Speroni, che presentava un'interrogazione, e l'assessore Mario Crespi
Siparietto istituzionale al limite della comicità con scambio di epiteti (bonari, e senza acredine nè toni esagitati: non si finirà a carte bollate, sia chiaro) venerdì sera in consiglio comunale. Protagonisti il presidente del consiglio Francesco Speroni e l’assessore Mario Crespi: e se il secondo si era beccato del "ciula" in quanto componente della Giunta, al primo toccava di sentirsi dare del "babbeo".
Si discuteva l’interrogazione proposta da Speroni sulle spese messe a bilancio per la visita del ministro Alfano (20.000 euro, poi spesi effettivamente poco più di 4000) in occasione dell’inaugurazione ufficiale del nuovo tribunale. L’europarlamentare leghista era stato aspramente polemico in quei giorni, ponendo la questione in termini di "federalismo al contrario": per lui la spesa, a buonsenso, toccava al ministero competente, quello della Giustizia. In aula consiliare ha ripercorso i fatti di quei giorni, e quasi in parte rispondendosi da sè ha rispolverato la legge 392/41 («legge fascista, non solo per la data ma per il contenuto») che obbliga i Comuni sedi di palazzi di giustizia a farsi carico tra l’altro delle relative spese d’apertura. Con qualche eccezione, naturalmente meridionale (Napoli 1993, varie realtà calabresi) e naturalmente fustigata senza pietà dal leghista Speroni. A Busto invece, mancano i soldi per risistemare le strade, faceva notare l’indignato Speroni, ma subito li si è trovati per accogliere l’alto esponente governativo, per giunta in un ristorante nemmeno situato in città…
L’assessore Mario Crespi, oggi ai servizi sociali ma all’epoca agli affari legali, ha ripercorso l’iter del piccolo stanziamento deciso (all’unanimità, leghisti inclusi) con la delibera di giunta 554/2008. Poi si è tolto il sassolino dalla scarpa. «Il presidente Speroni sui media ci diede dei “ciula”, ossia, da Wikizionario, "poco intelligenti". Secondo me» ha risposto asciutto Crespi «il presidente è un “babbeo”, nel senso di “uno che parla senza conoscere”. Il palazzo di giustizia è del Comune; tutte le cifre che ha citato, a parte il caso di Napoli, sono contributi statali come ne abbiamo avuti anche noi, in misura minore. E in ogni caso il tribunale serve la città», quindi un contributo comunale in queste occasioni avrebbe senso eccome. Inutile dire che Speroni si è detto insoddisfatto della risposta, «al di là di temrini che non sono intesi in senso offensivo».
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