Cgil, Cisl e Uil unite per il sistema aeroportuale milanese

Attivo sindacale a Malpensa delle tre sigle con i segretari regionali, provinciali e di categoria. Ne è scaturito un documento unitario. Deluso chi voleva uno sciopero subito

Cgil, Cisl e Uil uniti per combattere la crisi del comparto aereo e per rilanciare il sistema aeroportuale milanese. Si sono ritrovati in tanti a Malpensa questa mattina, lunedì 9 febbraio, per discutere delle strategie che il sindacato deve mettere in campo per farsi sentire soprattutto dalla parte politica. Ne è scaturito un documento che non ha soddisfatto tutti in modo pieno, ma che è letto dalla maggior parte dei presenti come un buon inizio di un percorso che deve essere necessariamente breve perché la crisi c’è ed è pesante. Nella sala del Cral del terminal 2 c’erano i segretari regionali delle tre sigle (Nino Baseotto per Cgil, Gigi Petteni per la Cisl e Walter Galbusera della Uil), quelli provinciali (Franco Stasi, Carmela Tascone e Marco Molteni) e quelli di categoria (Ezio Colombo, Dario Grilanda e Antonio Albrizio). Con loro numerosi esponenti delle segreterie regionali e di categoria, non solo del trasporto aereo ma anche dei comparti ad esso collegato. È stato un attivo sindacale molto vissuto, riunito ad un anno circa dall’ultimo tenutosi sempre a Malpensa. Numerosi gli interventi dei delegati delle varie categorie e di alcuni lavoratori (in particolare del commercio) che la crisi la vivono sulla propria pelle giorno dopo giorno. Nel documento finale viene ricordata la gestione della vicenda Alitalia-Cai-AirFrance con gli strascichi di incertezze, assetti precari e problemi irrisolti, con i lavoratori che non vedono ancora spiragli nel loro futuro. I tre sindacati chiedono che si apra una nuova fase, con il confronto e la discussione degli obiettivi al centro dell’agenda politica, senza chiusure preconcette da parte di chi viene individuato come il responsabile della situazione che si è creata, la politica appunto. Tra le proposte di Cgil, Cisl e Uil torna la liberalizzazione degli spazi aerei e lo sviluppo del trasporto aereo senza contrapposizioni tra scali, rivedendo i patti bilaterali e favorendo l’accesso agli slots lasciati liberi da Alitalia sia a Linate che a Malpensa, superando privilegi e posizioni monopoliste come quella di Cai. Linate e Malpensa devono poi essere messi nelle condizioni di operare con missioni specifiche che secondo il sindacato non sono in contrapposizione. In tutto questo sarebbe da ridefinire una politica industriale seria e a livello nazionale per il cargo e migliorare la rete dei collegamenti con Malpensa. Questo nel quadro di un piano complessivo di interventi che assicurino un ruolo nuovo per il futuro degli scali lombardi e alle imprese collegate. Il monito è rivolto in particolare alla politica regionale, indicata come la responsabile delle mancate scelte che hanno penalizzato Malpensa e Linate: basta proclami, il sindacato è pronto per valutare ogni proposta anche di mobilitazione e di lotta. La richiesta di dare via ad uno sciopero unitario e confederale allargato a tutte le categorie è risuonata soprattutto dalla “base”: «Bisogna capire dove rivolgere l’attenzione – ha tuonato (applauditissimo) Leonardo Ruo di Cgil -. Questa è una polveriera, la tensione sociale è a livelli esplosivi. Per il sindacato è un banco di prova senza precedenti. Solo uno sciopero non limitato solamente alla categoria del trasporto aereo può dare un messaggio forte alla politica. L’attivo dell’anno aveva registrato una situazione drammatica, adesso è peggio: dobbiamo fare qualcosa». La frase aggiunta alla fine dell’attivo sindacale in calce al documento unitario non può bastare a chi voleva lo sciopero subito (le procedure di raffreddamento del comparto trasporti sono avviate da tempo), ma ha dato un segnale: la battaglia sarà lunga, il sindacato è pronto per affrontarla senza “colpi di testa” ma con determinazione.

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Pubblicato il 09 Febbraio 2009
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