Eurobarometer: “Più donne in Europa ma niente quote rosa”

Presentati i risultati del sondaggio effettuato a 35.000 donne e 5.500 uomini all’interno dei 27 paesi dell'Ue

Il giorno dopo la festa della donna, in vista delle elezioni europee di giugno, anche la politica europea si interroga sul ruolo e il peso del gentil sesso all’interno delle proprie istituzioni. Sono stati infatti presentati i dati del sondaggio “Eurobarometer”, che, dopo aver sentito oltre 35.000 donne e 5.500 uomini all’interno dei 27 paesi della Comunità Europea, fornisce alcuni dati interessanti sulla percezione che hanno i cittadini comunitari delle donne in politica, eccone in sintesi i principali risultati: gli europei vogliono più donne nel prossimo parlamento, ma niente quote fisse, meglio incoraggiarle alla politica. Tra le priorità rosa figurano una maggiore parità dei sessi, il livellamento degli stipendi e maggiori cure assistenziali per i figli in tenera età.

Due terzi degli intervistati, il 77 % delle donne e il 71 % degli uomini, ritengono che la politica sia ancora dominata dagli uomini. È anche parere condiviso che una maggiore presenza di donne tra gli scranni della politica potrebbe portare a dei miglioramenti, almeno secondo l’83 % delle donne e il 76 % degli uomini.
Sempre secondo Eurobarometer le donne (28 %) che voteranno per le prossime elezioni europee di Giugno saranno circa quanto gli uomini (31 %), anche se persiste un minor interesse per le politiche europee.
Su come favorire una maggior presenza rosa nel futuro Parlamento risulta importante il dato che rileva uno scarso interesse verso le quote rosa obbligatorie, che sono viste con favore solo dal 10 % degli intervistati; Il 53 % preferirebbe, invece, un maggiore incoraggiamento ad entrare in politica.
Le priorità richieste invece dalle intervistate risultano essere un miglior sistema assistenziale per i figli; il conteggio della loro cura a fini pensionistici, stipendi uguali a quelli dei colleghi uomini e una lotta serrata alla violenza ed allo sfruttamento femminile.

I risultati del sondaggio sfondano peraltro una porta già aperta all’interno del Parlamento europeo, da tempo infatti, nonostante i limitati poteri di intervento che essi hanno, i deputati hanno messo tra i primi punti della propria agenda i temi delle pari opportunità. A novembre dello scorso anno all’interno dell’assemblea era stata approvata con 563 voti favorevoli, 65 contrari e 61 astensioni la relazione di Iratxe Garcìa Pèrez, deputata spagnola, che denunciava numerose disparità tra uomo e donna nell’UE: le donne con un livello d’istruzione superiore agli uomini «percepiscono salari inferiori, ottengono impieghi più precari e avanzano più lentamente nella carriera» rispetto a quest’ultimi. La deputata aveva quindi esortato la Commissione e gli Stati membri a esaminare le ragioni e a trovare delle soluzioni, chiedendo di istituire la giornata internazionale della parità retributiva il 22 febbraio.

Sul tema delle “quote rosa”, invece, qualche passo era stato fatto anche in Italia all’interno delle bozze di riforma della legge elettorale europea, tra le proposte presentate c’era infatti quella di limitare a due le preferenze da assegnare in sede di voto, una da assegnare a un candidato deputato e l’altra ad una candidata deputata. Come ben sappiamo questa ed altre importanti proposte di riforma sono state accantonate dagli schieramenti politici. Un’intesa è stata raggiunta solo sull’innalzamento dello sbarramento al 4%.

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Pubblicato il 09 Marzo 2009
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