Pro Patria, nuovo appello dei giocatori: “Chiederemo la messa in mora”

Anania, Urbano e Morello tornano a lanciare l'allarme. "Mancano anche i soldi per la trasferta di Novara. Se non si sblocca la situazione proveremo a svincolarci". Intanto alcuni atleti sono stati interrogati dalla Guardia di Finanza

Si sono presentati il capitano Luca Anania (foto a sin.), l’autore del primo gol di domenica Orlando Urbano ed Enrico Morello davanti ai giornalisti per ripresentare alla stampa il caso Pro Patria: senza stipendi, senza i soldi per andare in ritiro a Novara e senza le magliette a righe bianche e blu per la sfida di domenica 14 marzo.
Urbano aggiunge anche dirigenza e città tra gli assenti e poi tutti insieme annunciano la richiesta della messa in mora della società per poter tornare a casa e svincolarsi dai contratti attualmente in essere con la società: «La situazione si deve risolvere in pochi giorni perchè siamo ridotti veramente male – spiega il capitano – molti se ne vorrebbero andare, soprattutto quelli che non riescono più a pagare gli affitti o i mutui». E Urbano aggiunge:  «Stamattina siamo anche stati ascoltati dalla Guardia di Finanza, è assurdo. Ragazzi di 17 anni davanti ai graduati delle fiamme gialle senza sapere cosa rispondere e senza avvocato. Noi ci stiamo muovendo con l’associazione calciatori e con i nostri legali per la messa in mora della società. Dobbiamo pensare al nostro futuro».

Sui contenuti delle audizioni dei giocatori, però, nessuno parla: «Quello che ci è stato chiesto non possiamo di certo rivelarlo così, – sottolinea Anania –  è in corso un’indagine». Morello rincara la dose raccontando come sta lavorando la squadra prima in classifica al momento: «Le farmacie non ci danno più i medicinali – svela – questa è la verità. Arrivati a questo punto è logico che molti se ne vogliano andare. Chiediamo lo sforzo di un imprenditore di Busto, del sindaco, di qualcuno che possa farci arrivare alla fine del campionato». L’appello di Anania e i suoi è alla città con sindaco e imprenditori in primis che si prendano carico della situazione immediatamente. Ai tifosi chiedono una maggiore presenza dal martedì alla domenica perchè facciano concretamente pesare il loro ruolo per il bene della Pro Patria: «Va bene gli slogan e i cori – ha detto Urbano – ma li vogliamo anche in settimana perchè ci stiano vicini».

Per Zoppo la richiesta è quella di vendere la società «anzi dovrebbe regalarla dopo tutto quello che ha combinato – rincara Anania – con lui non ci vogliamo nemmeno parlare. Continua a dire che i soldi ci sono e parla anche di un aumento di capitale ma qui siamo alla follia». Sui possibili acquirenti della società non ci sono grosse novità da Palazzo Gilardoni che, dopo un primo interessamento, sembra ora essersi messa in una posizione più defilata. Più volte si è parlato di un fantomatico imprenditore, o cordata di imprenditori, pronto a rilevare la squadra ma, ultimamente, gli unici veramente interessati alla società sembrano essere gli uomini delle fiamme gialle. I dieci giorni che dividono la squadra dalla importantissima trasferta di Novara saranno i più lunghi mai vissuti da società, tifosi e giocatori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 marzo 2009
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