Bhuvan: la risposta indiana a Google Earth
Il portale di mappe del colosso americano dovrà affrontare la sfida che arriva da Bangalore: Bhuvan promette immagini più dettagliate e più aggiornate
Da Yahoo!, Microsoft o Aol: Google è una grande azienda, quindi è abituata alla concorrenza sfrenata dei suoi avversari. In pochi, però, erano riusciti a proporre un servizio di mappe satellitari tanto avanzato quanto Google Earth. Ora la minaccia sembra arrivata, da un concorrente inatteso: l’India.
In realtà questo non dovrebbe stupirci: in India le università di informatica sono le più avanzate al mondo, e proprio Bangalore è considerata l’erede della Silicon Valley. Da quelle parti l’informatica è considerata salvezza economica, e non a caso molte aziende americane (tra cui la stessa Google) cercano lì i loro sviluppatori.
Ora la sfida a Google Earth arriva con Bhuvan, un software offerto dall’agenzia spaziale indiana ISRO. On-line dal 12 agosto, Bhuvan offre immagini di risoluzione superiore rispetto al suo concorrente: si parla di immagini alla distanza di 6 metri per gran parte del globo, con qualità minima di 55 metri. Google, invece, arriva ad un’altezza di 15 metri. I luoghi possono essere visti da diverse prospettive, dando l’impressione tridimensionale e, promette Bhuvan, le immagini saranno aggiornate una volta l’anno.
Altro aspetto fondamentale di Bhuvan è la sua leggerezza: il servizio è pensato per funzionare su un normale browser (ma solo con Windows) e con collegamenti Internet anche molto lenti, un requisito fondamentale viste le reti indiane. Il sito integra anche informazioni sul meteo, i confini amministrativi e informazioni ecologiche (come la disponibilità di risorse d’acqua.
Se Bhuvan farà davvero competizione a Google solo il futuro potrà dirlo. Nel frattempo le pagine risultano troppo lente, a causa dei forti accessi. Devono essere verificati anche l’effettiva qualità delle immagini al di fuori dell’India e la porzione di terreni censurata.
Bhuvan non è il primo competitor "statale" di Google Earth: nel 2006 ci aveva provato anche la Francia, con il servizio Gèoportail voluto da Chirac. Questo servizio, tuttavia, è conosciuto solo nel suo paese.
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