La “gatta nera” e i Galli biancorossi
Fine settimana da cinema per raccontare la storia di Villa Cortese e il blitz della Cimberio. Ma anche per descrivere un caso sempre più "noir": quello della Pro Patria e del suo portiere
(d. f.) Un fine settimana che porta con sé una Coppa Italia non può essere come tutti gli altri. Per questo il voto più alto va a Tai Agüero, uragano in maglia biancoblu che dà a Villa Cortese il primo trofeo della storia. Ma le buone notizie arrivano anche dalla Capitale e da Foligno dove Cimberio e Varese muovono passi importanti. Purtroppo c’è un rovescio della medaglia e lì troviamo ancora Caglioni, portiere simbolo di una Pro Patria in grave crisi.
Pagellone numero 14 – 19 aprile 2010
Taismary Agüero 9 – Rimettiamo i puntini sulla… "u", che a volte ci sono sfuggiti, per celebrare l’ennesima prestazione da extraterrestre della gatta nera che porta sfortuna solo alle avversarie. Una giocatrice che "non si piace mai", incredibilmente capace di migliorarsi a ogni partita; una giocatrice che subisce quattro muri consecutivi nel tie break di una finale di Coppa, e come se nulla fosse torna a macinare punti fino a chiudere la partita. Quando il gioco si fa duro in campo c’è solo Tai, e la Mc-Carnaghi si appoggia tutta sulle sue spalle per portare a casa il primo, storico trofeo: le favole magari saranno un’altra cosa, ma questo è davvero un gran bel kolossal.
Randy Childress e Stefano Pillastrini 8 – Uno ha gli occhi furbi da Asterix, l’altro il corpaccione di Obelix, entrambi sembrano usciti dalla matita di Goscinny e Uderzo per materializzarsi a Roma e metterla a ferro e fuoco. Boniciolli-Cesare va in fuga, il colosseo-PalaEur perde pezzi, i Galli (chi ha detto Rooosters?) vestiti di biancorosso fanno festa. E con la pozione magica che ha guarito Ron Slay e lenito i dolori di Galanda e Thomas, la salvezza della Cimberio è davvero più vicina.
Giulio Ebagua 7 – Batte la testa per terra, si rialza, lotta in mezzo agli avversari e poi conclude come al solito: infilando almeno un pallone alle spalle del portiere avversario ed esultando con le mani "ad X" sopra la testa. Quando il Varese non riesce a scardinare la difesa, sa di avere un grimaldello nero che – in questo periodo – non tradisce mai. Quattro gol in cinque giornate, le squadre che frequentano la zona playoff stanno già preparando le bamboline per fargli la macumba.
Barbara De Luca 5 – Da una professionista della sua esperienza e serietà ci si poteva aspettare di tutto meno che l’imbarazzante caduta di stile dell’annuncio del ritiro pubblicato su Facebook, all’insaputa di tutti, e naturalmente subito rimbalzato sui quotidiani nazionali: quasi un simbolo del preoccupante "tafazzismo" di cui è caduta vittima nell’ultimo mese la Yamamay, che ce l’ha messa proprio tutta per rovinare la sua prima stagione vincente. L’impresa, per fortuna, non è riuscita: tutto il resto passa, ma le immagini del trionfo in Coppa CEV rimangono indelebilmente scolpite nella memoria e vanno a segnare una tappa fondamentale nella storia della pallavolo varesina.
Nicolas Caglioni 3 – Spiace ripetersi, ma il portiere della Pro Patria – molto utile per mezza stagione – non ne sta più imbroccando una. Prima lo striscione di contestazione strappato allo "Speroni", poi le incertezze in campo che sono costate più di un gol (e qui, anche i suoi compagni della difesa hanno le loro colpe), infine l’espulsione rimediata a Sorrento a causa di un manata in volto a un avversario ad azione conclusa che ha portato al terzo gol rossonero. Il pubblico invoca a gran voce Giambruno, forse il momento è maturo per un cambio.
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