Fagnano si stringe intorno ai genitori di Alessia
Commozione ai funerali della piccola di appena dieci mesi morta venerdì notte al pronto soccorso, sembra a causa di un blocco intestinale. La magistratura indaga su possibili responsabilità
Si sono svolti lunedì a Fagnano Olona, in un’atmosfera di intensa partecipazione, i funerali della piccola Alessia L., morta pochi giorni or sono al pronto soccorso dell’ospedale di Busto Arsizio ad appena dieci mesi di vita. La bambina vi era stata portata dai genitori giovedì sera in seguito a tre episodi di vomito. Trattenuta in osservazione, e rimasta durante la notte con la mamma, si era aggravata improvvisamente verso l’alba: pallore, difficoltà di respirazione. Poi, la morte, inesorabile, nonostante le lunghe manovre di rianimazione tentate dai sanitari del pronto soccorso.
Fagnano Olona si è stretta attorno ai giovani genitori della piccola, mamma Sabrina e papà Nicodemo, cinquant’anni in due, ma invecchiati di colpo in una notte sola dal dolore. Petali di rosa sparsi ovunque hanno accompagnato i mesti passi degli intervenuti: parenti, amici, semplici fagnanesi venuti a conoscenza del dramma e che hanno portato la loro umana solidarietà e una preghiera. La morte di un bambino, in tempi antichi fatto tragicamente comune, è oggi, quando la medicina ci porta a poter sperare di eguagliare i centenari, fatto che si fatica ad accettare. E la magistratura, nella persona del sostituto procuratore di Busto Arsizio Sabrina Ditaranto, lavora per accertare se tutte le procedure mediche siano state seguite correttamente, se la diagnosi sia stata adeguata: se vi sia, insomma, una qualche responsabilità per l’accaduto. Difficile dirlo. I risultati dell’autopsia sulla piccola non saranno disponibili prima di un mese, ma da quanto filtrato la causa dell’improvvisa morte della piccola sarebbe da ricondursi ad un blocco intestinale.
"Lasciate che i bimbi vengano a me", le parole del Vangelo, nell’omelia della funzione concelebrata dal parroco di Marnate don Angelo e dal vicario di Fagnano don Armando. Ma la bara davanti all’altare era troppo piccola, e il freddo di questo inverno non è mai stato così intenso in paese.
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