Industria varesina: recupero a diverse velocità. Guardando all’estero

I risultati dell’indagine congiunturale dell’Ufficio Studi dell’Unione Industriali relativa al quarto trimestre 2010 e con le previsioni per il primo trimestre 2011

Il 2010 si è chiuso all’insegna della ricerca di una stabilità e di un recupero dopo la recessione iniziata negli ultimi mesi del 2008. È quanto emerge dall’ultima indagine congiunturale redatta dall’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.
 
SCENARIO INTERNAZIONALE
L’economia mondiale, si legge nello studio, nel corso dell’anno ha ripreso a crescere, seppur con profonde differenze di velocità e di comportamento tra territori. Nei primi mesi dell’anno, si è assistito ad un recupero dei paesi emergenti, in primis Cina ed India, che sono tornati a registrare tassi di crescita del Pil simili a quelli pre-crisi. Nell’ultima parte del 2010, anche alcune economie sviluppate hanno iniziato a dimostrare un maggior dinamismo e la loro ripresa appare più solida. A questo gruppo di paesi appartiene la Germania che, grazie ad una crescita dei propri consumi interni, si sta imponendo a livello europeo come leader della ripresa con un incremento del Pil per il 2010 del 3,5%.
Sebbene, quindi, gli effetti della recessione continuino ad essere presenti sui mercati, l’economia globale ha intrapreso il cammino della ripresa, ma i motori di questa crescita ormai si sono spostati in paesi lontani dal nostro. Anche l’Italia, infatti, è entrata in una fase di ricerca di stabilità e recupero, ma con una velocità decisamente inferiore rispetto ad altre nazioni. Per il 2010 la crescita stimata del Pil italiano è dell’1% e per il 2011 è prevista intorno allo 0,9%. Alcuni meccanismi di trasmissione della ripresa sono bloccati e non consentono di crescere a tassi più elevati: i consumi interni sono ancora deboli per l’incertezza sulle prospettive occupazionali e non consentono un recupero più consistente dell’economia, fattore essenziale, a sua volta, per una crescita del mercato del lavoro. Servono riforme strutturali per rimettere in moto questi meccanismi che oggi bloccano il paese ed avviare una fase di sviluppo più consistente e stabile. L’andamento dei prezzi internazionali è in crescita e l’inflazione ritorna ad essere al centro delle preoccupazioni. A trainare le spinte inflattive è la corsa al rialzo dei prezzi di materie prime e petrolio, che hanno raggiunto livelli vicini a quelli pre-crisi, condizionando anche l’andamento dei prezzi alla produzione e di beni intermedi, con non poche conseguenze per l’attività delle imprese che devono affrontare mercati di approvvigionamento in forte crescita e mercati di sbocco in moderata ripresa. Al momento della redazione dell’indagine, secondo il The Economist Commodity Price Index, i prezzi delle materie prime sono saliti del 38% (in dollari) rispetto ad un anno fa, il medesimo indice ad ottobre segnalava una crescita del 28,1%. L’indice in euro è salito del 47,2% rispetto allo scorso anno.
 
LA PRODUZIONE IN PROVINCIA DI VARESE
Per quanto riguarda il nostro territorio, l’ultima indagine congiunturale mette in luce un recupero dei livelli economici differenziato tra settori, comparti e singole realtà imprenditoriali. Ciò grazie ai mercati esteri, più che per una crescita degli ordinativi interni. Si consolidano i segnali positivi provenienti da alcuni comparti tra cui la parte medio-alta della meccanica, cuore del settore metalmeccanico varesino con alto potenziale di trascinamento, e i beni di investimento destinati ai mercati esteri. Segnali, invece, di parziale sofferenza arrivano dai comparti dei beni di consumo, in particolare dei beni durevoli diretti al mercato nazionale, che soffrono per la debolezza dei consumi interni e per fattori stagionali tipici dei settori di rifermento. Le imprese davanti allo stallo dei  consumi interni devono necessariamente reinterpretare e far propri i mutamenti che stanno avvenendo su scala locale e globale, offrendo i loro prodotti laddove la ripresa è già avviata e puntando sull’innovazione per andare incontro alle necessità del cliente. Su questo complesso scenario pesa, inoltre, la crescita dei prezzi delle materie prime e alla produzione che rappresenta un elevato fattore di rischio e riduce i margini di redditività.
L’indicatore riferito ai consumi elettrici grezzi delle PMI manifatturiere varesine, cresciuto del 3,5% nel 2010 rispetto al 2009, riflette un recupero lento, differenziato ed in evoluzione nel tempo. Alcuni settori hanno fatto registrare risultati in netto miglioramento, a fronte di situazioni più statiche in altri settori. La crescita dei consumi elettrici dopo un inizio anno ancora in sofferenza, ha iniziato a manifestarsi in modo più consistente a partire dal secondo trimestre. Il periodo estivo ha segnato un rallentamento dovuto anche alla componente stagionale, mentre gli ultimi tre mesi del 2010 hanno registrato un buon risultato (mediamente +7% rispetto al quarto trimestre del 2009). Il profilo produttivo nel quarto trimestre del 2010 riflette la frammentazione che caratterizza la congiuntura: il 30% delle imprese intervistate ha dichiarato di aver registrato un incremento nella produzione rispetto alla rilevazione precedente, il 24% una stabilizzazione e il 46% un peggioramento, un dato, quest’ultimo, frutto del peso sul campione di importanti stagionalità. Il percorso della ripresa, infatti, non sta seguendo una via lineare di continuo e progressivo miglioramento, ma procede in modo discontinuo nel tempo e con profonde differenze anche a livello intra-settoriale. All’interno del metalmeccanico sono in miglioramento i livelli produttivi della parte medio-alta delle filiere e delle imprese che operano sui mercati esteri, mentre sono in rallentamento i comparti legati al consumo diretto, in particolare di beni durevoli riferiti al mercato nazionale; il settore tessile-abbigliamento appare ancora diviso al suo interno con una ripartizione delle imprese intervistate tra chi ha registrato riduzioni nella produzione, stabilità o moderato miglioramento; orientati alla stabilità, invece, i livelli produttivi delle imprese dei settori chimico e farmaceutico e gomma e materie plastiche.
 
LE PREVISIONI E IL PORTAFOGLIO ORDINI DELLE IMPRESE VARESINE
Le aspettative sulla produzione per i primi mesi del 2011 sono orientate ad una continuità dello scenario attuale: il 72% delle imprese intervistate prevede un mantenimento dei livelli produttivi. Per quanto riguarda, invece, il portafoglio ordini, il 42% degli intervistati ha registrato, nel quarto trimestre 2010, un incremento rispetto ai tre mesi precedenti, il 20% una stabilità e il 38% un rallentamento. A trainare la dinamica positiva sono gli ordinativi provenienti dai mercati esteri, che segnano una crescita nel 53% delle imprese intervistate e una continuità nel 36%. Viceversa, gli ordini provenienti dal mercato interno sono negativi.
 
IL MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA
Il mercato del lavoro risente della lentezza e frammentarietà con cui sta avvenendo il recupero dell’economia italiana, la ripresa infatti non appare ancora abbastanza solida per dare slancio e traino ai livelli occupazionali. A livello varesino nel corso del 2010 le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (Cigo) sono state 19.090.266, in calo del 49% rispetto all’anno precedente. Per contro, si è assistito ad un incremento delle ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria (Cigs), in crescita del 158% nel 2010 rispetto al 2009, e in deroga (+51%). L’effetto complessivo di queste dinamiche ha portato nel 2010 all’autorizzazione di 49.557.031 ore di cassa integrazione guadagni (date dalla somma di Cigo, Cigs, deroga), in riduzione di circa 5 punti percentuali rispetto al 2009, e ad un mutamento nella composizione percentuale dei diversi ammortizzatori sociali sul totale. Si sta, infatti, assistendo ad un incremento della rilevanza delle ore di Cigs e deroga, strumenti utilizzati sempre più come prolungamento della Cigo al suo esaurirsi temporale. Nel 2010 le ore di Cigs hanno rappresentato la componente più rilevante pesando per il 41% sul totale delle ore autorizzate (nel 2009 il loro peso era del 15%), le ore di Cigo sono state pari al 39% (nel 2009 erano pari al 72%), mentre le ore in deroga sono state pari al 20% (contro il 13% rilevato nel 2009). Per quanto riguarda la scomposizione settoriale delle ore di Cigo autorizzate nell’intero 2010, la maggior parte (51%) è stata concentrata nel settore metalmeccanico, in forte contrazione, però, rispetto al 2009 (-50% le ore autorizzate nel 2010 rispetto all’anno precedente); le ore di Cigo autorizzate nel tessile-abbigliamento, anch’esse in riduzione rispetto al 2009 (-39%), rappresentano il 21% delle ore totali; il settore gomma e materie plastiche, invece, ha raccolto il 13% delle ore di Cigo, in calo del 65% rispetto all’anno prima; infine, il chimico-farmaceutico ha raccolto il 2,9% delle ore di Cigo, pari a circa un terzo delle ore autorizzate nel settore durante il 2009.
 
L’IMPORT-EXPORT DEL VARESOTTO (dati III trimestre 2010)
La ripresa dei consumi nei paesi in via di sviluppo ed in alcune economie mature sta favorendo il commercio estero varesino che mostra un andamento positivo e svolge un ruolo di traino per l’economia provinciale in questo momento di debolezza dei consumi interni. Nei primi nove mesi del 2010 le esportazioni varesine hanno raggiunto il valore di 6.214 milioni di euro, in aumento del 9,7% rispetto a gennaio-settembre 2009. In crescita anche l’import (+11,8%), che ha raggiunto quota 3.956 milioni di euro. Risultato: un saldo commerciale varesino sempre positivo (2.258 milioni di euro) ed in crescita rispetto allo stesso periodo del 2009 (+6,1%). Migliorano le performance esportative non solo verso paesi in via di sviluppo, nuovi avamposti della crescita economica mondiale, ma anche verso i mercati tradizionalmente meta delle nostre esportazioni, in particolare Germania e Francia, che avevano sofferto maggiormente durante la crisi e da cui arrivano ora segnali positivi. Tra le aree emergenti si segnalano risultati positivi in termini di export verso il Medio Oriente (in crescita del 49% tra gennaio-settembre 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009), il Brasile (+23%) e l’Africa (+ 22%). Nei rapporti verso l’Africa risulterà cruciale lo sviluppo futuro delle rivolte scoppiate nelle ultime settimane in molti paesi africani, tra cui l’Egitto verso cui l’export è raddoppiato nei primi nove mesi del 2010 rispetto all’anno prima. Sotto l’aspetto della dinamica, tutti i principali settori del tessuto imprenditoriale varesino hanno registrato una crescita delle esportazioni, anche se con diversi livelli di intensità. Il settore che ha registrato una crescita più marcata dei livelli di export è il chimico e farmaceutico, che ha visto nei primi nove mesi del 2010 un’espansione del 21,8% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo del 2009. Nel metalmeccanico le esportazioni hanno registrato una crescita del 6,7%, a fronte di una stabilità delle importazioni. Nel settore gomma e materie plastiche si è registrata una crescita sia
delle esportazioni (+17,6%), sia delle importazioni (+21,2%). Nel tessile-abbigliamento la crescita dell’export è stata complessivamente pari all’11,5%, sul fronte dell’import il balzo in avanti è stato, invece, del 19,9%.

 
IL FOCUS SUGLI ANDAMENTI SETTORIALI
 
SETTORE METALMECCANICO
Nel quarto trimestre del 2010 l’andamento congiunturale delle imprese metalmeccaniche risulta particolarmente frammentato e mostra diverse velocità di reazione a livello intra-settoriale. Le imprese della parte medio-alta delle filiera metalmeccanica e gli operatori che producono beni di investimento per l’estero si sono già riattivati e hanno fatto segnare buoni risultati. In parziale rallentamento, quanto meno a livello congiunturale, sono invece i comparti legati alla produzione di beni di consumo, in particolare di beni durevoli destinati al mercato interno, che risentono della debolezza che caratterizza i consumi nazionali e di una certa variabilità stagionale. L’andamento congiunturale dei livelli produttivi è frutto di queste dinamiche: il 33% delle imprese intervistate ha registrato un miglioramento nella produzione rispetto al trimestre precedente, il 15% una stabilità e il 52% un rallentamento, frutto, quest’ultimo dato, del peso sul campione di importanti stagionalità. Decisamente orientate alla stabilità, invece, le aspettative a breve con il 93% delle imprese analizzate che prevede una continuità nei livelli produttivi. L’andamento del portafoglio ordini nel quarto trimestre del 2010 è stato decisamente positivo, trainato dalle buone performance degli ordini esteri. Il 62% delle imprese del campione ha registrato un incremento degli ordinativi complessivi rispetto alla precedente rilevazione e il 66% degli ordinativi esteri; il 23% ha dichiarato un peggioramento nel portafoglio ordini complessivo mentre quasi nessuna impresa ha registrato un calo negli ordini esteri. I consumi elettrici delle piccole e medie imprese metalmeccaniche hanno segnato un incremento del 2% nel 2010 rispetto al 2009.
 
SETTORE TESSILE-ABBIGLIAMENTO
Le imprese del settore tessile-abbigliamento mostrano segnali di rallentamento e andamenti divergenti a livello intra-settoriale. Nel quarto trimestre del 2010 sotto il profilo produttivo il 51% delle imprese intervistate ha registrato peggioramenti rispetto alla rilevazione precedente, il 17% una situazione di continuità e il 32% miglioramenti.
Le aspettative a breve, influenzate dalla debolezza dei consumi interni e dai forti rialzi nei prezzi delle materie prime, sono orientate negativamente: il 68% degli imprenditori intervistati prevede una flessione dei livelli produttivi nei primi mesi del 2011, contro il 32% che si aspetta una loro stabilizzazione.
Anche l’andamento del portafoglio ordini è in evoluzione negativa, condizionato in larga parte dal rallentamento del mercato nazionale, mentre migliori risultati si hanno negli ordinativi esteri. Il 63% delle imprese del campione ha dichiarato un calo degli ordini complessivi rispetto al trimestre precedente, il 13% una loro stabilizzazione e il 24% un miglioramento. Nel 2010 i consumi elettrici delle piccole e medie imprese del settore tessile-abbigliamento sono stati stabili rispetto a quelli del 2009.
 
SETTORE CHIMICO-FARMACEUTICO
All’interno del settore chimico e farmaceutico si conferma la stabilizzazione della congiuntura in atto dalla seconda parte del 2010. Dal punto di vista produttivo nel quarto trimestre 2010 la maggior parte degli imprenditori intervistati (51%) ha, infatti, dichiarato una situazione di continuità con la rilevazione precedente, mentre il 20% ha registrato una perdita nei livelli produttivi e il 29% un loro incremento. Anche per il prossimo trimestre la maggior parte delle imprese del campione (87%) prevede il mantenimento degli attuali livelli produttivi, a fronte del 13% che si aspetta un miglioramento. In controtendenza, invece, rispetto agli altri indicatori dell’indagine congiunturale improntati alla stabilità, la consistenza del portafoglio ordini che ha segnato un rallentamento nel quarto trimestre
dell’anno rispetto alla rilevazione precedente. Il 51% delle imprese intervistate ha dichiarato ordini in riduzione rispetto al trimestre precedente, anche se il 36% ha, invece, registrato un miglioramento e il 13% una stabilità. I consumi elettrici delle piccole e medie imprese del settore chimico e farmaceutico hanno segnato una crescita del 2% rispetto al 2009.
 
SETTORE GOMMA E MATERIE PLASTICHE
Nel quarto trimestre del 2010 l’andamento congiunturale delle imprese del settore gomma e materie plastiche è stato orientato alla stabilità: il 56% delle imprese del campione ha registrato livelli produttivi in linea con il trimestre scorso, il 12% in crescita e il 32% in riduzione. Anche il profilo delle aspettative a breve è orientato alla stabilità con il 68% delle imprese intervistate che prevede un mantenimento della situazione attuale anche nel prossimo trimestre. A queste si aggiunge il 28% delle imprese del campione che attende una crescita dei livelli produttivi. Stabile anche la consistenza del portafoglio ordini: il 61% delle imprese del campione analizzato nel quarto trimestre 2010 ha registrato ordini invariati rispetto alla rilevazione precedente, contro il 7% che ha visto un miglioramento e il 31% un peggioramento. Gli ordini esteri hanno registrato un andamento migliore e svolto un’azione di traino. I consumi elettrici delle piccole e medie imprese del settore gomma e materie plastiche hanno mostrato un recupero rispetto al 2009 facendo registrare un incremento dell’11%.

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Pubblicato il 08 Febbraio 2011
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