Al posto di dribblare i gatti neri, da oggi in casa Cimberio si cercherà di evitare qualunque cosa abbia la maglia di Teramo. Proprio la squadra che a dicembre diede il via alla crisi della formazione di Recalcati, oggi ne ferma in modo brusco la risalita verso il sogno playoff: gli abruzzesi, affamati di punti per salvarsi, vincono in casa propria 81-76 e fanno perdere terreno a Varese che si vede scavalcata in classifica da Caserta, Roma e Benetton. In un campionato pazzo, dove Avellino e Virtus vengono risucchiate dalle inseguitrici (le prime tre invece dominano di nuovo), è grave lo stop della Cimberio che però deve prendersela anzitutto con se stessa.
La Tercas infatti parte alla grande e non permette mai a Galanda e compagni di ricucire del tutto il divario costruito nelle prime battute: il quasi incredibile -3 maturato a pochi secondi dalle fine è infatti frutto di una clamorosa raffica di 11 punti nell’ultimo minuto di gioco, quando a Teramo erano già saltati i tappi di spumante. Varese non la perde lì, ma a 4′ dalla fine (oltre che all’uscita dai blocchi) quando uno dei suoi cardini, Ron Slay, ne combina una tremenda: sbaglia il tiro del -3 e si becca un tecnico che porta 5 punti ai padroni di casa. La chiusura di una serata disastrosa per il pivot che era reduce da una serie di prove ottime e confortanti; stavolta però anche da parte dei suoi compagni sono arrivati errori e imprecisioni che hanno segnato la gara in modo indelebile.
Da domani Varese (nella foto Righetti, tra i migliori) penserà al derby con Milano, domenica prossima: gara stra-carica di significati e a questo punto passaggio obbligato per imboccare la strada della gloria. Ma i due punti gettati alle ortiche a Teramo non saranno semplici da dimenticare.
PALLA A DUE – Grossa sorpresa alla lettura delle formazioni: non solo il ballottaggio baltico tra Talts e Serapinas è vinto da quest’ultimo, ma il lituano guadagna anche il quintetto base della Cimberio in un trio di esterni che comprende anche Rannikko e Goss. Una mossa sbagliata da parte di Recalcati che perderà la lotta a rimbalzo senza ottenere nulla sul perimetro: per Serapinas zero tiri in 13′ di gioco.
LA PARTITA – Pessimo avvio di partita per la Cimberio che fallisce i primi cinque tiri e subisce immediatamente un
parziale da brividi, 10-0. Tocca alla tripla di Goss rompere il ghiaccio ma è un “gol” isolato. Il primo a perdere il posto è Slay, sostituito da Fajardo ma pure Kangur pare imbambolato e si fa scippare il pallone che
Fletcher trasforma nel 14-3. Recalcati fa alzare Stipcevic dalla panchina ma è Zoroski a segnare il +14 per i biancorossi locali. Per fortuna Righetti – appena entrato – e Kangur da tre punti aggiustano un po’ il parziale; il lampo varesino però dura poco e Teramo riallunga (23-11). Prima della sirena Varese paga
anche un certo nervosismo (antisportivo a Slay) e così il primo parziale è un tragico
28-16, appena addolcito da una tripla di Stipcevic.
Si riparte con i canestri di Slay e Kangur (tripla) che replica alla bomba del solito Zoroski ma a questo punto anche l’ex Boscagin dà qualche grattacapo alla difesa lombarda. Arrivano poi il terzo fallo di Fletcher e l’ingresso di Mian che non cambiano la partita: si va avanti con un distacco intorno ai 10 punti, con Galanda che ritrova la sua proverbiale “mano” da lontano e punisce con due triple la non difesa di Young. Ramagli chiama allora la sospensione per evitare il rientro di Varese (a -6) ora più pungente in difesa: peccato che Fajardo fallisca due volte il tiro dell’ulteriore riavvicinamento: a metà partita un centro dall’arco di Boscagin vale il 42-35.
Si riparte con Teramo subito a segno ma ancora Galanda dall’angolo trova punti importanti (48-39); Righetti sbaglia una schiacciata ma, dopo tripla di Diener, si fa perdonare e tiene viva la Cimberio (51-44); peccato che a rimbalzo la Tercas riesca sempre a cavare qualcosa di buono; De La Fuente ne approfitta con l’ennesimo tiro pesante. Rientra Rannikko e segna tre liberi poi Fletcher fa il quarto fallo in un momento povero di canestri; quel che non manca a Varese però sono le palle perse su una delle quali Davis vola a segnare l’ennesimo +10. La Cimberio balbetta un paio di volte dalla lunetta, fino a lì cassaforte, così il quarto si conclude sul 61-51.
IL FINALE – Mani fredde nelle prime battute del quarto periodo. Ramagli prepara il rientro di Fletcher e De La Fuente ma deve subire la tripla di Righetti che segue un appoggio di Goss. Tocca a capitan Lulli rivitalizzare i suoi con un tiro pesante che non è nel suo bagaglio; Righetti però gli risponde di nuovo per il 64-59. Potrebbe essere un momento decisivo nonostante i quarti falli dello stesso riminese e di Goss (dentro Kangur e Rannikko) e infatti il -5 resta dopo i canestri del finnico e di De La Fuente. Dopo due liberi di Kangur però arriva la frittata di Slay che va a prendersi un tecnico (e quarto fallo) dopo un proprio errore: la sua protesta vale 5 punti (due liberi Diener e tripla di Zoroski) per i padroni di casa. Quando poi Stipcevic fa 0/2 ai liberi – in Italia non ne aveva ancora sbagliati – Varese sembra arrendersi. A norma di cronaca non è così perché nell’ultimo minuto arrivano tre bombe (due di Goss, una di Stipcevic) e un canestro rapido di Fajardo a meno di 5” dalla fine che vale il 79-76 con la forza della disperazione. Stipcevic però commette fallo prima della rimessa e per gli arbitri (e per il regolamento) è fallo tecnico: i due liberi chiudono i conti e lasciano i rimpianti nel bagaglio marchiato Cimberio.
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