Oprandi ricorda Falcone
La candidata sindaca del centrosinistra partecipò alla grande manifestazione antimafia un mese dopo la strage di Capaci
La candidata sindaca del centro partecipò alla grande manifestazione antimafia un mese dopo la strage di Capaci. «Le intuizioni di Falcone sono ancora oggi le armi migliori contro la criminalità organizzata. Anche sul nostro territorio»
Sono trascorsi diciannove anni dal sacrificio di Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia
nella strage di Capaci (23 maggio 1992) insieme con la moglie, il magistrato Francesca
Morvillo, e gli agenti della scorta Schifani, Montinaro e Dicillo.
La candidata sindaca del centro sinistra a Varese, Luisa Oprandi, ricorda il
sacrificio dei Falcone e della loro scorta: «un avvenimento tragico che ho vissuto da
vicino – racconta – perché poche settimane dopo l’attentato sono arrivata in Sicilia, a
Favara, per far parte della commissione degli esami di maturità in una scuola superiore
locale. Ed ero ancora lì quando il 19 luglio venne ucciso Paolo Borsellino con la sua
scorta». A un mese dall’attentato a Falcone, a Palermo ci fu una grande
manifestazione contro la mafia. Anche Luisa Oprandi partecipò: «ero l’unica non
siciliana della commissione d’esame. Per non interrompere la correzione degli scritti, decidemmo di correggerli al ritorno da Palermo a Favara. Ma sentivamo tutti la necessità di prendere parte alla manifestazione: la Sicilia della società civile, dei cittadini onesti, si era svegliata e fece sentire forte la propria voce».
Oggi, dopo quasi vent’anni, la “lezione” del giudice siciliano, profeta e martire della
lotta alla nuova mafia degli affari, è quanto mai attuale. «Le sue intuizioni rimaste per
troppo tempo lettera morta, come la necessità di contrastare la criminalità mafiosa ramificata ben al di fuori dei suoi confini “naturali”, Sicilia e Nordamerica, con organismi investigativi e repressivi centralizzati (la Procura e la Direzione nazionale antimafia) e soprattutto l’importanza data alle indagini sui patrimoni e sugli “investimenti” di Cosa Nostra, sono all’origine dei successi conseguiti negli ultimi anni nella lotta a una criminalità organizzata, mafia siciliana e ‘ndrangheta calabrese, che da tempo ha spostato i suoi interessi anche nella provincia di Varese. – dice la Oprandi, riferendosi anche alla grande operazione conclusa anche nella nostra provincia pochi giorni fa – Per noi varesini e lombardi, il miglior modo di onorare la memoria di Falcone, Borsellino e degli altri servitori dello Stato caduti nella guerra contro la Piovra è dunque l’impegno costante di tutti, e in primo luogo delle istituzioni, nella lotta alle infiltrazioni mafiose nella nostra società».
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