Le prime salite non accendono il Tour
A Super Besse vince il portoghese Rui Costa. Prime scintille tra i favoriti che però arrivano insieme. Hushovd giallo, bene Basso, Gesink perde terreno
Rui Costa rimarrà ancora per quasi tutti un ottimo calciatore, ma da oggi il grande pubblico inizierà ad accostare a questo nome anche un promettente talento del ciclismo. Il giovane portoghese della Movistar ha vinto l’ottava tappa del Tour de France, la prima segnata dalle salite, con arrivo alla stazione sciistica di Super Besse, nel Massiccio Centrale.
Salite per la verità meno impegnative di certi Appennini, e infatti la classifica generale vede poche novità rispetto ai giorni precedenti. In giallo rimane il norvegese Hushovd, gran corridore ma non certo uno scalatore, capace di arrivare con i migliori e mantenere quel piccolo secondo di vantaggio su un Cadel Evans ancora in grande forma.
L’australiano chiude terzo dietro Rui Costa e Gilbert che sperava di cogliere il secondo successo in un arrivo adatto a lui: il vallone resta tra i primissimi e ci rimarrà fino alle grandi montagne. Nel finale, si diceva, ecco i primi tentativi dei big: quello più bello e sfortunato è di Alexandre Vinokourov, partito sulla penultima ascesa e arrivato a pochi metri da Rui Costa (circa 15" all’ultimo chilometro) prima di venire ripreso dal gruppetto dei migliori. Tra questi ultimi si sono mossi i vari Contador (con Andy Schleck incollato alle sue spalle), Evans e Cunego, settimo e migliore degli italiani. Tolto Gilbert (a 12") gli altri hanno però chiuso tutti a 15" e tra questi anche Ivan Basso: il varesino resta in attesa di terreni più consoni agli scalatori e si mantiene con relativa tranquillità a guardia dei migliori, chiudendo con loro e avanzando ancora di qualche posizione in classifica generale (13°, sempre a 1’03").
La giornata porta comunque con sé uno sconfitto: è l’olandese Robert Gesink che paga le cadute dei giorni scorsi e chiude a 1’26" da Rui Costa. La Rabobank lo ha scortato, riportandolo una volta tra i primi e sostenendolo sull’ultimo strappo quando ha definitivamente perso contatto. Il suo Tour non è finito (mantiene comunque la maglia bianca) ma da oggi è senz’altro in salita.
Domani – domenica 10 – il profilo della tappa (Issoire – Saint Flour) pare un puntaspilli: ben sette gran premi della montagna, tre dei quali di seconda categoria. Niente di insormontabile, ma qualcosa potrebbe cambiare, almeno a livello di maglia a pois: ci sarà una lunga fuga, poi si vedrà per il finale.
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