Un edificio nuovo per unificare le tre materne

Lunedì 12 dicembre, il gruppo consiliare "IL paese che vorrei" organizza un incontro pubblico per presentare la proposta che risolve il problema dei tre asili

Incontro pubblico lunedì 12 dicembre alle ore 21 per parlare del futuro dei tre asili. A convocarlo è il gruppo consiliare “Il paese che vorrei” che incontrerà la cittadinanza nella sala consiliare a Sant’Andrea per presentare la propria proposta: « Da troppo tempo a Cocquio è noto il problema delle tre scuole paritarie dell’infanzia – si legge nel comunicato –  La condizione di criticità dei loro bilanci è stata più volte rimarcata in Consiglio Comunale dalla nostra minoranza di centro-sinistra. L’Amministrazione si è sempre limitata a “tamponare” il problema con periodiche e sofferte “iniezioni” di denaro pubblico oltre a quello dovuto dalla convenzione in essere. In un ventennio di governo, nonostante i più mandati avuti, è mancata la capacità politica di guidare i tre asili verso una soluzione definitiva di razionalizzazione e riqualificazione del servizio, è mancato e continua a mancare il confronto in Consiglio Comunale e la trasparenza degl’intenti. La Giunta di Cocquio e il suo Sindaco hanno finto di non vedere e di non sapere. Detto ciò, illustro il percorso che, secondo la nostra minoranza consiliare, l’Amministrazione dovrebbe intraprendere in collaborazione con i consigli d’amministrazione dei tre enti, al fine di ottenere il necessario risparmio sui costi e di aumentare la qualità strutturale e pedagogica dell’offerta formativa.
Noi pensiamo che l’Amministrazione debba rinunciare alla costruzione del nuovo municipio ( o al marciapiede di caldana oltre 1.200.00 Euro ) e mettere in cantiere la realizzazione di una nuova scuola dell’infanzia che accorpi le attuali tre realtà.
È nota l’affezione dei cocquiesi ai loro tre asili, è noto anche il profondo legame dei tre enti con il paese e il patrimonio di esperienza accumulato in anni e anni di servizio reso alla comunità; questa ricchezza non deve essere dispersa. Si dovrà individuare un formula di contratto di gestione o d’affitto della nuova struttura a favore degli attuali tre enti che nel frattempo si auspica possano arrivare ad una qualche forma di fusione.
Un’unica, nuova struttura offrirebbe molti vantaggi! Dal punto di vista economico credo sia facile intuire che l’accorpamento delle tre scuole in una unica comporterebbe un notevole abbattimento dei costi fissi (un edificio con tutte le funzioni che servono per renderlo efficiente costa meno di tre!) . Anche l’offerta formativa ne trarrebbe vantaggio: aumenterebbero le aule-laboratorio dedicate alla manipolazione, alle esperienze sensoriali e psicomotorie, alla musica …, e i gruppi classe eterogenie per età risulterebbero più equilibrati. Il team degli insegnanti, riunito in un’unica scuola, lavorerebbe spalla a spalla con evidenti vantaggi nella verifica in itinere delle azioni educative e didattiche proposte.
La professionalità degli insegnati sarebbe moltiplicata e con essa la qualità del servizio.

Nel nuovo edificio, a nostro avviso, si potrà predisporre la sezione primavera per i bambini dai 2 ai 3 anni, con costi decisamente inferiori all’ asilo nido. Inoltre la cucina predisposta per i pasti della scuola dell’infanzia, potrà servire anche la mensa della scuola primaria e secondaria contribuendo all’abbattimento dei costi dei buoni pasto. Poi, se sono davvero necessari nuovi spazi per il Comune, si potrebbero utilizzare quelli lasciati liberi dalle scuole. Siamo convinti che questo passo sia necessario e che non stravolgerà la storia scritta dai tre asili,anzi,saprà portarla avanti con più forza ed entusiasmo.  Siamo in fase d’approvazione del nuovo strumento urbanistico denominato PGT (piano di gestione del territorio): per portare avanti un progetto concreto come quello proposto occorre la convinzione e la partecipazione di tutti.
Vi invito quindi a far sentire la vostra voce e a contribuire in ogni modo possibile alla realizzazione di una nuova scuola dell’infanzia per il nostro paese».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2011
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