Miriam Rigamonti nel nome di Scriabin
La giovane pianista presente giovedì 16 febbraio nella Sala Montanari per l’Endas di Varese
Potrebbe bastare quella sonata n. 2, in sol diesis minore op. 19, di Alexander Scriabin per trascinare il pubblico al concerto di Miriam Rigamonti. Pianista invitata giovedì 16 febbraio, alle 21 (biglietto a euro 7; euro 5 per studenti, over 60 e soci Endas) nella Sala Montanari – in via dei Bersaglieri n. 1 – dall’Endas di Varese per la rassegna “Giovani talenti alla ribalta”. Pianista che si metterà a nudo nell’intervista che Luca Segalla condurrà, dalle ore 20, per dare una chiave di lettura ad un programma che Miriam ha voluto tanto diverso e tanto impegnativo. Per l’appunto, la “seconda” di Scriabin: cinque anni per scriverla e due movimenti nei quali lo stile di Chopin (il romanticismo sfrenato imbevuto anche di filosofia e un senso cosmico del vivere) impattano con il tocco tipico dell’Impressionismo. Dunque, musica di particolare sostanza e di difficile controllo. Pronta ad inabissarsi tra le dita per poi sconvolgere gli equilibri del pianista. Che pretende, che usura e che non accetta debolezze. Musica per mani grandi. È questo il motivo che rende interessante l’incontro con la Rigamonti: ventenne di Erba, terza classificata al Premio Venezia nel novembre 2011, allieva al Mozarteum di Salisburgo e ai corsi di alto perfezionamento di Roberto Plano. Già al fianco di Konstantin Bogino, Benedetto Lupo, Anna Maria Cigoli, Nelson Delle Vigne per andare a fondo nei segreti delle partiture. I successi ottenuti in tanti concorsi pianistici internazionali, dicono che Miriam vuole crescere. E giovedì lo fa con la sonata n. 12 in la bemolle maggiore op. 26 di Ludwig van Beethoven, l’Improvviso op. 142 n. 3 di Franz Schubert e, di Fryderyk Chopin, la Barcarolle op. 60 e la Fantasia op. 49. Ma a fare la differenza saranno quegli undici, interminabili minuti della “seconda” di Scriabin.
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