“Il Consorzio della Valbossa paghi quanto ci deve”
L'azienda esecutrice dei lavori di pavimentazione alla palestra del paese, passa al contrattacco: "Ci devono ancora € 200.000 ed abbiamo chiesto un risarcimento danni per lavorazioni eseguite e non contabilizzate pari ad € 700.000. Solo dopo le nostre richieste è partito il contenzioso"
La Dieffe spa replica al Comune di Azzate e "rilancia" la palla al di là della rete nel botta e risposta sulle condizioni della palestra che, ad appena due anni dall’inaugurazione, ha problemi strutturali di non poco conto.
Crescenzo De Vito Amministratore Unico e legale rappresentante della Dieffe spa di Napoli, azienda appaltatrice ed esecutrice dei lavori di realizzazione della nuova palestra di proprietà del Consorzio della Valbossa, scrive: "Vorrei, al fine di una chiarezza d’ informazione, puntualizzare alcuni aspetti riferiti alla struttura del pavimento e alla situazione in generale della palestra. La struttura manifesta delle non conformità riferite alla pavimentazione; in primis non è parquet e non galleggia o assume alcun profilo di pavimento appoggiato sull’acqua: è in gomma di tipo linoleum e poi le uniche eventuali anomalie sono dettate solo da rimbalzi irregolari, come dichiarato più volte per iscritto dal consorzio.
Posso tranquillamente dichiarare che la morfologia del sottofondo può sopportare il peso di un adulto quindi è da escludere ogni pericolo di integrità o di stabilità per le persone che ci giocano o fanno ogni qualsivoglia di attività. In riferimento al contenzioso è stata attivata su nostra richiesta la procedura arbitrale in quanto il consorzio ad oggi non ha pagato l’ultimo sal del 2009 pari a € 200.000,00 ed in oltre la nostra società ha chiesto un risarcimento danni per lavorazioni eseguite e non contabilizzate pari ad € 700.000,00 in corso di valutazione da parte dei CTU. Solo dopo aver attivato tale procedura il consorzio ha reso noto le carenze del pavimento con una sempre piena e manifesta volontà da parte nostra di ordinare gl’incomodi del pavimento, frutto non di una cattiva esecuzione ma da rilevanti anomalie progettuali".
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