Addio a Pierangelo Regazzoni
Si è spento l'ex capo macchinista de "La Prealpina". Il ricordo di Pier Fausto Vedani, con lui protagonista di un periodo forse irripetibile per il giornalismo nostrano
La morte è l’ultimo nemico che troviamo nel nostro viaggio terreno: Pierangelo Regazzoni l’ha affrontata con il coraggio, il cuore, la forte dolcezza della sua bellissima anima di cristiano che ha fatto della sua vita un esempio di coerenza, di amore e di entusiasmo per la famiglia, di sbalorditiva capacità lavorativa, di lealtà verso qualsiasi persona con la quale aveva rapporti.
Aveva concluso la sua carriera come capo macchinista alla “Prealpina” e come altri suoi compagni di lavoro in seguito era stato un uomo di frontiera nel grande mutamento tecnologico che ha ribaltato le vecchie tipografie portando il mondo del giornalismo in territori nuovissimi. Pierangelo, un tecnico di rara bravura, ha offerto il suo sapere a diversi giornali che si trasformavano o nascevano nel nostro Paese.
E’ stato un grande interprete della singolare, lunga stagione della Prealpina nella quale l’intero giornale aveva fatto squadra, aveva abbattuto gli steccati che tradizionalmente dividono dirigenza, redazione e maestranze. E quell’essere “banda” è continuato nel tempo, nell’associazione dei pensionati del giornale che al culto dell’amicizia uniscono l’attenzione alla solidarietà, all’amore verso il prossimo.
Pierangelo se ne è andato dopo avere molto sofferto, il destino lo ha strappato alla sua Lia e ai figli, ai suoi vecchi compagni di lavoro, agli amici. Ci lascia una eredità morale che è di pochi, un esempio al quale rifarsi quando incombono le ombre della vita. Gli sia lieve la terra.
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