Fedi (Fratelli d’Italia): “Sì al Del Ponte”

Fedi, durante l’incontro con la stampa, in occasione dell’apertura della sua campagna elettorale, ha anche spiegato i motivi del suo impegno in prima persona

«Io credo nel progetto dell’ospedale Del Ponte, credo che si debba fare, che ci si debba preoccupare delle tante professionalità che lì dentro lavorano e lavoreranno. Mi chiedo anche, davanti alle ultime non condivisibili voci contrarie, dove sia finita la politica, che fino a pochi mesi fa difendeva a spada tratta questo progetto». Fabio Fedi, candidato capolista di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale della Lombardia apre la campagna elettorale affrontando subito un argomento di stretta di attualità. «Sono rimasto stupito dalla contrapposizione che si è venuta a creare proprio in questi giorni sul Del Ponte – ha dichiarato Fabio Fedi – La prima cosa che non capisco è come mai si vuol tornare indietro ora che siamo all’ultimo miglio. Siamo certi che i problemi siano davvero insormontabili? Io credo che non si deve buttare tutto a monte per 800 metri di distanza dai due ospedali. Credo invece che si possa trovare una soluzione, come tra l’altro si fece anche in passato, seppur per un periodo limitato, ma con grande efficacia. Trovo poi strano che tutta questa opposizione al progetto giunga da chi ha chiuso la sua carriera professionale in ospedale o da chi è prossimo a farlo e non, invece, da tutte quelle professionalità che al Del Ponte lavorano e continueranno a lavorare, con passione e competenza, contribuendo a dare a tutto il territorio un servizio molto richiesto e di eccellenza. Questo non lo dico io, mai numeri ufficiali del Del Ponte. Mi stupisce infine l’assenza della politica. Vorrei ricordare che nel 2010, Roberto Formigoni e qualche assessore regionale appoggiavano e sostenevano questo progetto spendendo parole di elogio e indicandolo come un fiore all’occhiello della sanità lombarda. E ora?». Fedi, durante l’incontro con la stampa, in occasione dell’apertura della sua campagna elettorale, ha anche spiegato i motivi del suo impegno in prima persona: «Fratelli d’Italia non è il rifacimento di qualcosa di già visto, bensì l’unico progetto politico che, in maniera chiara e senza contraddizioni, punta a rappresentare gli ideali di chi si sente parte e vicino alla destra liberale moderata. Chi come me è cattolico di destra, liberale e moderato, trova in Fratelli d’Italia la sua casa politica, ma soprattutto persone che hanno deciso di voler cambiare approccio e puntare sulla difesa dei propri valori quali la vita, la famiglia, il lavoro, l’onestà e sul confronto delle idee». Fedi ha poi spiegato la collocazione politica di Fratelli d’Italia a sostegno di Roberto Maroni: «Vedo più complicata la convivenza tra un cattolico di centrosinistra e i valori di Vendola, che quella di un cattolico all’interno della coalizione di centrodestra, dove non c’è divisione sui valori fondanti. Non solo. Mi trovo anche in sintonia con il federalismo fiscale, sia perché si basa su principi meritocratici anche se riferiti a una regione intera, sia perché convinto che per far ripartire il motore economico dell’Italia intera si debba rimettere in moto l’economia della Lombardia».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Gennaio 2013
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