Un manoscritto degli amanuensi rivive in un libro sulle abbazie

Lo scritto composto probabilmente in epoca rinascimentale o antecedente è stato ritrovato nel museo della parrocchia di Ganna. Apparteneva alla vecchia Badia benedettina

Ganna, Voltorre di Gavirate, Caronno Pertusella, Castiglione Olona. Quattro località dell’antico Comitato del Seprio nelle quali si trovavano insediamenti monastici, aggregati all’Abbazia di Fruttuaria fondata da San Guglielmo da Volpiano. A tali insediamenti è dedicato un nuovo volume edito da Pietro Macchione Editore, per la collana Quaderni di Storia del territorio Varesino, che sarà presentato in un ciclo di conferenze/concerti in ciascuna delle località ricordate. Il primo appuntamento è fissato per venerdì 18 gennaio alle 21 al Chiostro di Voltorre di Gavirate.
Le presentazioni saranno strutturate in una prima parte “parlata” a cura degli autori e in una seconda parte “cantata” a cura del gruppo vocale Antiqua Laus diretto da Alessandro Riganti, specializzato in canto gregoriano, che presenterà buona parte della liturgia in antico canto ambrosiano presente in un vecchio antifonario monastico appartenuto alla Badia di Ganna. Liturgia cantata che è stata registrata da Antiqua Laus e trasfusa in un Compact Disc allegato al volume.
Il calendario delle presentazioni:
– venerdì 18 gennaio 2013 – Gavirate – Chiostro di Voltorre;
– venerdì 25 gennaio 2013 – Caronno Pertusella – Chiesa della Purificazione;
– venerdì 1 febbraio 2013 – Ganna – Badia
– venerdì 1 marzo 2013 – Castiglione Olona – Chiesa di Villa.
Tutti gli eventi si svolgeranno alle ore 21.00.

Le caratteristiche del volume – Il libro parte dalla scoperta di un vecchio manoscritto liturgico di Rito ambrosiano ritrovato, questa volta, nel museo della parrocchia di Ganna ed appartenuto alla vecchia Badia benedettina.
In precedenza, un’analoga pubblicazione aveva riguardato un codice contenente la solenne liturgia cantata per la festività di S.Sebastiano esistente presso la parrocchia di Coarezza. Allora, si era trattato di un testo tardo, risalente ai primi anni del XVIII secolo. Nel caso del manoscritto di Ganna, invece, per quanto l’attribuzione cronologica sia incerta, si tratta nondimeno di un testo composto in epoca tutt’al più rinascimentale, se non antecedente. La scrittura e la notazione musicale, infatti, sono in gotico tradizionale. Il supporto grafico è cartaceo ma l’antichità del reperto è tale da aver provocato il fenomeno della bucatura della carta medesima ad opera del vetriolo contenuto nell’inchiostro.
Un restauro del manoscritto venne compiuto negli anni ’60 del Novecento per iniziativa del benedettino Padre Benigno M. Comolli. Ciononostante, è rimasta impressa nel rigo musicale l’ombreggiatura della notazione musicale presente sul verso di ciascun foglio, con la conseguente difficoltà di discernere i neumi effettivi da quelli presenti sul retro. Per tale motivo, anche allo scopo di rendere più agevole l’apprendimento della liturgia musicale presente nell’Antifonale, a cura del gruppo vocale "Antiqua laus", il direttore dello stesso, M° Alessandro Riganti, ha provveduto, con lavoro certosino, a ritrascrivere l’intera liturgia in notazione gregoriana moderna utilizzando un programma informatico ad hoc.

Il volume contiene la riproduzione in fac-simile del vecchio Antifonario seguita dalla trascrizione, che ha così restituito al pubblico di oggi un vecchio reperto liturgico-musicale altrimenti di non facile consultazione. Il volume contiene anche la riproduzione del saggio di Padre Comolli prima ricordato e, inoltre, altri scritti inediti. Per i monasteri di Voltorre e Ganna, cioè quelli di cui sono rimaste le vestigia architettoniche – sono stati scritti rispettivamente due capitali relativi agli aspetti storico-artistici a cura di Raffaella Ganna, docente di Storia dell’arte nella scuola superiore. Un altro capitolo, scritto da Alessandro Riganti, si riferisce ad un’analisi musicale dell’Antifonario gannense e alla sua comparazione con altri manoscritti liturgici più o meno coevi, presenti in chiese site in territorio varesino (Arcisate, Castiglione Olona, Solbiate Arno, oltre che nel Museo Baroffio al Sacro Monte di Varese) per meglio comprendere e poter così meglio valutare l’interpretazione ritenuta più aderente, sotto il profilo filologico, nell’esecuzione musicale da trasfondere nel cd allegato al volume. Dell’Antifonale in questione è stata eseguita buona parte, in particolare: la Messa del S. Rosario, i Vespri e la Messa di S. Giovanni Battista e le Antifone Mariane. Nel corso di tale analisi dell’antifonario di Ganna è emerso un particolare già evidenziato del resto nel saggio di Padre Comolli: la presenza cioè, nei capilettera, di faccine anch’esse disegnate a mano e ritenute più tarde rispetto alla compilazione del manoscritto liturgico. Non si tratta di una novità. Era costume, tra gli amanuensi, ricorrere a tali espedienti forse per cercare un po’ di svago nel rigore della vita monastica, forse per prendersi gioco di confratelli più meno simpatici. Di tali faccine (o mascherine, come le aveva definite Comolli) ne sono state individuate ben sessanta, tutte riprodotte, estrapolandole dal manoscritto, nelle ultime pagine del volume. Un ultimo capitolo, scritto da Mauro Luoni, curatore del’opera, si propone di sciogliere un interrogativo suscitato da alcuni studiosi che si erano occupati in anni passati di compiere una descrizione storico-artistica del chiostro di Voltorre: se cioè, i capitelli delle colonne possano avere un qualche significato di tipo musicale. Se, in altri termini, si tratti, per Voltorre come per altri casi individuati nell’arte romanica catalana, di "pietre che cantano".
Da ultimo, si deve sottolineare una circostanza curiosa: l’Antifonario di Ganna pur dovendo servire al servizio liturgico di un cenobio benedettino (dove si officia secondo il Rito Romano), riporta invece brani di liturgia cantata secondo il Rito Ambrosiano. E’, questa, una particolarità che rende tale reperto qualcosa di molto singolare nella paleografia musicale.
La realizzazione della pubblicazione è stata resa possibile dal concorso di alcune istituzioni pubbliche e private: la Provincia di Varese, il Comune di Gavirate, la Comunità Montana del Monte Piambello e la Banca Popolare di Bergamo.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 16 Gennaio 2013
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