Varese con il vento in poppa: Modena spazzato via
Le reti del nuovo acquisto Franco e Filipe nella ripresa consegnano ai biancorossi una vittoria meritata e convincente. Esordio positivo anche per Ferreira, rosicchiati due punti al Verona
Il vento gelido che spazza il campo di Masnago soffia via il ricordo della brutta partita giocata con il Lanciano e consegna ai tifosi del Varese una squadra bella e convincente, anche al netto dei rinnovamenti portati dal calciomercato. Il 2-0 con cui i biancorossi abbattono il Modena è una delle partite più belle della stagione: la squadra di Castori comanda il gioco dall’inizio alla fine, non trema mai in retroguardia e al contrario si dimostra frizzante e imprevedibile in fase d’attacco. A rallentarla non bastano le assenze di Zecchin (malessere nella notte) e Corti (in panchina, dopo la recente paternità: auguri sinceri) perché i piedi buoni schierati in campo assicurano fantasia e qualità all’undici di casa.
Ebagua e Neto sono ideali padroni di casa: mostrano di essere in forma ma poi lasciano la scena ai vari Odu, Ferreira, Franco, gente desiderosa di farsi amare da Masnago. Ci riescono in pieno, al pari di Filipe, oggi migliore in campo e gratificato dal gran gol che ha chiuso la partita. La prima rete era stata di un altro ex giocatore del Como (sul Lario si mangeranno le mani) Franco che giusto ieri aveva dichiarato di essere un difensore dal gol facile: promessa mantenuta subito con una bordata da dentro l’area che ne conferma le doti di realizzatore.
Dall’altra parte della barricata, va detto, il Varese ha trovato un Modena piuttosto arrendevole: sotto “ai punti” ma senza crollare nella prima metà dell’incontro i canarini sono andati ulteriormente in sofferenza dopo aver subito l’1-0 e non si sono praticamente mai ripresi. Un segnale importante in chiave playoff (gli emiliani sono tra le candidate per un posto) che, complici il pareggio 1-1 di venerdì del Verona, tornano possibili proprio grazie al successo del Varese. Pareggia anche la capolista Sassuolo (con l’Empoli) mentre il Livorno non perde colpi e supera la Pro Vercelli.
COLPO D’OCCHIO – Dopo neve, nebbia e ovviamente pioggia, gli spettatori di Masnago sono costretti a vedersela anche con il vento in occasione della partita con il Modena, gara che vale la zona playoff. Un vento forte e fastidioso che soffia da Nord in direzione del centro città e che spazza in diagonale il campo, piegando le bandierine snodabili fino a terra. Così lo stadio non si riempie: circa 3.500 i presenti e anche da Modena sono in pochi ad arrivare. Chi c’è però esibisce uno striscione da applausi (foto di S. Raso): il ringraziamento verso i cittadini di Cremenaga che andarono ad aiutare quelli della provincia emiliana in occasione del terremoto.
CALCIO D’INIZIO – Ci sono alcune novità nella formazione di Castori: Zecchin è reduce da una notte di malesseri, Corti è appena diventato papà e viene tenuto in panchina. A centrocampo ci sono così Filipe e Damonte che saranno autori di una prova maiuscola. Ferreira Pinto è l’unico nuovo acquisto a vestire una maglia da titolare; i terzini sono Pucino e Lazaar. Tutto come previsto invece per Marcolin: tridente con Lazarevic-Ardemagni-Piscitella e i due ex Moretti e Osuji sulla linea mediana.
IL PRIMO TEMPO – Sono i veterani Neto ed Ebagua ad accendere la partita nei primi minuti. I due avanti sono ispirati e curiosamente si scambiano i ruoli: si vede così uno “sfondamento” del brasiliano che si incunea di forza tra tre rivali e una caparbia azione a largo di Giulio che poi non trova la misura del cross. Cinquanta metri più in là c’è invece il confronto tra Rea e Ardemagni a tenere banco, più a livello di spallate che di azioni da rete; su uno dei tanti corpo a corpo però in difensore ha la peggio e deve essere sostituito dopo soli 22′. Al suo posto entra Franco che si farà notare con il gol dell’1-0. Con il passare dei minuti cresce Filipe, spiritato con la palla tra i piedi: è lui che serve a Ferreira Pinto la prima vera occasione da gol ma il brasiliano, di testa, non trova la porta da buona posizione. L’ex atalantino non gioca da tempo e si vede: non è da lui infatti l’errore di controllo su un assist di Neto (34′) che permette a Colombi in uscita (foto) di salvare la porta ospite. Ferreira comunque, pur con questi errori, mostra di aver già sviluppato l’intesa con i compagni e inoltre prova a restituire il favore servendo dal fondo Odu: il nigeriano cerca il colpo di tacco ma la palla sfila. Al 43′ l’unica grande occasione per il Modena: tiro a rientrare di Lazarvic e palla che sibila accanto al palo di sinistra di Bressan.
LA RIPRESA – Dopo il riposo lo stesso portiere è costretto a lasciare il posto a Bastianoni e Castori si ritrova così a non poter usufruire di ben due sostituzioni tattiche. Non ce n’è bisogno perché il suo Varese, che fino a lì aveva solo intuito di poter vincere, ora passa definitivamente all’azione. E’ l’11’ quando arriva il vantaggio: Ferreira e Filipe si intendono in carioca sulla destra, sulla palla messa al centro e respinta a qualche modo si avventa Franco che scaraventa in rete di sinistro da dentro l’area. Un gol da attaccante vero che conferma quanto si diceva di lui.
L’attesa reazione del Modena non arriva, anzi: è ancora solo Varese con Franco che sfiora il bis su azione d’angolo e Ferreira che centra un clamoroso incrocio dei pali in corsa da fuori area (18′). Marcolin prova a cambiare qualche pedina ma gli innesti di Mazzarani e Stanco non producono granché mentre a Bastianoni è sufficiente ben piazzarsi per bloccare un paio di conclusioni ospiti senza pericoli.
Sul fronte opposto invece si spara sul serio e così, al 32′, arriva la bordata che chiude i conti: Filipe riceve in corsa fuori area, si coordina e lascia partire un siluro di precisione che Colombi sfiora ma non può fermare e che vale il 2-0. Sulla scia dell’entusiasmo ci prova anche Ebagua, una volta anticipato dal portiere, un’altra fermato dall’arbitro per fallo su Zoboli che vanifica il tiro del 3-0 tra qualche protesta di Super-Giulio. Poco male, il Modena è inoffensivo, Castori può regalare l’ovazione a Neto e i primi minuti varesini a Juan Antonio senza rischiare nulla. Oggi il Varese è quello sognato e il pubblico lo capisce: gli applausi finali sono il premio meritato a una prova di forza notevole.
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