Cimberio show nel derby, Milano spazzata via
Varese sempre più vicina al primato in regular season: l'EA7 travolta 95-81 da Green e compagni. L'infortunio a Polonara è l'unica nota stonata
La tentazione sarebbe quella di riscrivere quel titolo, “Ti te dominét Milàn”, che abbiamo già utilizzato per il quarto di finale di Coppa Italia. Perché il modo con cui la Cimberio torna a battere l’Olimpia per la terza volta in stagione è davvero totale, superiore pure al larghissimo 95-81 finale che è una fotografia ritoccata da un miniparziale ospite degli ultimi minuti di gara. Il divario vero si vede prima, quando Varese spinge agevolmente il distacco oltre i 20 punti e – cosa che non era accaduta spesso in precedenza – gestisce con autorità la situazione senza quasi mai calare l’intensità e la concentrazione sulla partita.
Per i cinquemila di Masnago è tutto bellissimo tranne una cosa, la caviglia di Achille Polonara infortunatasi nel terzo periodo: l’azzurro, finito immediatamente in ospedale con le stampelle non ha nulla di rotto a livello osseo ma l’entità della distorsione sarà valutata nei prossimi due giorni. Tutte le dita dei tifosi varesini sono già incrociate, nell’augurio che non si tratti di un problema troppo grave.
Intanto la Cimberio ha però messo altri due punti in classifica e si è avvicinata al primato in stagione regolare, risultato che ora solo Sassari può togliere a Ere e compagni. Ma il derby numero 166 ha dato ulteriori certezze ai biancorossi, che erano chiamati a riscattare il ko di Montegranaro contro una Milano data in grande risalita. In campo si è vista però solo la squadra di Vitucci, in cui i registi Green e De Nicolao hanno impresso ritmi di gioco ideali per i compagni e velenosi per gli ospiti. I palloni dei playmaker (quando i due non sono andati a segno di persona) sono poi sempre terminati o nelle mani possenti di Dunston sotto canestro (7/9) o in quelle docili di Banks, Ere e Sakota, “triplisti” d’eccezione. Se contro Roma era stata la vittoria del secondo quintetto, con Milano sono stati i titolari a riprendersi la scena in un’alternanza fondamentale in vista dei playoff. Intanto però c’è da pensare a Cremona dove la Cimberio non ha mai vinto in anni recenti: sarà il campo-tabù a regalare per una volta il primato finale?
COLPO D’OCCHIO
PALLA A DUE – Nel quintetto scelto da Vitucci trova posto ancora Polonara in ala forte, invece di Sakota. Confermato invece il poker americano con Banks al rientro dopo lo stop di Ancona. Scariolo comincia con i due greci Bourousis e Fotsis sotto i tabelloni; fin da subito si trovano di fronte i due Green, Mike per la Cimberio, Marques per l’EA7.
LA PARTITA – Il Green varesino è scatenato fin dall’avvio: Mike segna i primi 7 punti dei suoi (che ricuciono il 2-6 ospite iniziale) e poi comincia a dirigere la squadra con il piglio del comandante. L’equilibrio si rompe dopo pochi minuti, quando cioé Varese piazza un 12-0 di parziale grazie anche alle triple di Banks che danno subito l’indirizzo alla partita. Milano replica con Langford, poi con Langford, e ancora con Langford: l’americano chiude da campione il primo periodo (comunque 29-20 Varese) ma quando commette sfondamento con successivo fallo tecnico, il quarto della sua partita, lascia i suoi in balia della tempesta.
Uno tsunami targato Varese: Dunston e Polonara regalano un paio di schiacciate da cineteca, De Nicolao affianca o sostituisce Green e comunque gira al massimo a sua volta mentre la difesa di Milano è spazzata via da 59 punti (a 35) prima dell’intervallo.
La ripresa regala così pochi sussulti: la Cimberio nel terzo periodo subisce un paio di belle iniziative da parte di Bremer ma è poca cosa. Varese perde Polonara (ricomparirà in borghese e in stampelle a prendersi un ultimo applauso prima di correre in ospedale), fatica un po’ a segnare ma nel finale di periodo torna a puntellare il punteggio sul 77-56.
IL FINALE – A cavallo dell’ultimo intervallo c’è anche Sakota a fornire giocate interessanti se non addirittura incredibili come quella del minuto 33′: tripla da dieci metri (e al momento della ricezione Dusan non guardava il canestro…) e Masnago in visibilio, mentre i tifosi milanesi ammainano letteralmente le bandiere e lasciano il palazzetto sconsolati. La Cimberio a quel punto fa accademia, cercando e sbagliando qualche canestro in acrobazia, ma Scariolo non fa meglio chiamando la difesa a zona, a quel punto completamente inutile. Quando l’EA7 si riporta a punteggi “umani” arrivano l’appoggio di Banks e la tripla di Ere a suggellare una vittoria (95-81) memorabile. Come tante altre in quest’annata incredibile.
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