Trovata la casa dello spacciatore in bici, nascondeva 70 grammi di coca

Era stato arrestato lo scorso 19 marzo e ufficialmente era un senza tetto. In realtà viveva in un appartamento di corso Sempione dove la Polizia ha trovato la base dove custodiva la sostanza stupefacente

Gli investigatori della Polizia di Stato di Busto Arsizio hanno scoperto la base dello spacciatore marocchino di 33 anni arrestato da una Volante lo scorso 19 marzo mentre cedeva due dosi di cocaina ad un connazionale fuori dal sottopassaggio della stazione ferroviaria in via Palermo. I poliziotti del Commissariato di Busto Arsizio che lo avevano ammanettato avevano subito ipotizzato che lo straniero – clandestino e già finito in passato nelle maglie della giustizia – disponesse di un luogo nel quale preparava e custodiva la droga da consegnare ai clienti e che questo non dovesse essere troppo distante dalla stazione, considerato che il pusher si era recato all’appuntamento in sella ad una bicicletta.

Non era stato però possibile, viste l’ovvia mancanza di collaborazione da parte del responsabile e il suo stato in Italia, risalire alla sua dimora.  Ieri mattina tuttavia le indagini del Commissariato hanno permesso di individuare un appartamento in una palazzina di corso Sempione e di accertare che, sebbene ufficialmente disabitato e messo in vendita, dava ospitalità allo spacciatore.

Al suo interno infatti gli agenti della squadra investigativa e della volante hanno trovato, oltre al passaporto e ad altri documenti del marocchino, circa 70 grammi di cocaina, divisa in 38 dosi preconfezionate pronte per essere vendute e in alcuni “sassi” ancora da polverizzare e dividere, un bilancino elettronico, sacchetti per confezionare le dosi, ben cinque telefoni cellulari, un computer portatile che si sospetta di provenienza furtiva e la fedele riproduzione di una pistola a tamburo che potrebbe essere stata impiegata per commettere dei reati. La scoperta ha portato ad una nuova denuncia nei confronti dello spacciatore, attualmente in carcere dopo essere stato condannato per direttissima per l’episodio di spaccio per il quale era stato arrestato, aggravandone decisamente la posizione.

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Pubblicato il 28 Marzo 2014
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