La caserma di via Bellini può diventare un “affare” per il Comune

La procedura del fallimento della società proprietaria dell’immobile sta spingendo sull’acceleratore della vicenda con l’acquisizione della struttura dietro un piccolo compenso economico

E’ stato il fallimento della società proprietaria dell’immobile, la Edilco, a spingere sull’acceleratore che potrebbe presto trovare una soluzione per la (non) caserma di via Bellini. Lunedì scorso un vertice in prefettura ha portato i curatori fallimentari della società ad incontrare l’amministrazione per valutare una exit strategy per quel gigante che non è mai entrato in funzione e il cui unico interlocutore rimasto Palazzo Gilardoni. Solo una cosa è certa: la caserma, costruita da privati su un terreno pubblico, non sarà mai una caserma. Il prefetto avrebbe infatti confermato di non essere interessata all’immobile per trasferire i militari dell’Arma e così, l’unico interlocutore rimasto, rimane il comune di Busto Arsizio. Che ha il coltello dalla parte del manico.

 

La convenzione sottoscritta con la società che costruì l’edificio preve infatti che, nel caso in cui l’accordo per il trasferimento dei Carabinieri non fosse andato in porto, l’amministrazione avrebbe potuto chiedere il ripristino dell’area. Tradotto: l’abbattimento della struttura. Naturalmente nessuno a Palazzo Gilardoni intende seguire questa linea. Ed è un sollievo anche per la Edilco che, nel caso, sarebbe stata costretta ad ulteriori costi. Per questo si starebbe limando un accordo per un passaggio estremamente vantaggioso per il comune: la struttura potrebbe entrare tra le proprietà comunali a fronte di un piccolo esborso economico, forse il rimborso degli oneri di urbanizzazione pagati a inizio cantiere. Un lieto fine che porterebbe anche qualche soldo ai curatori fallimentari della società per liquidare i debiti e che sopratutto aprirebbe -letteralmente- la porta della struttura.

 

Su come utilizzare questo edificio -costruito come una caserma- le strade sono tutte aperte. Il presidente del Consiglio Comunale Diego Cornacchia, ai tempi della sua mozione per l’esproprio dell’edificio, aveva proposto di utilizzarla per il trasferimento degli archivi comunali e di parte degli uffici e degli archivi del Palazzo di Giustizia, oggi al collasso. Il PD, invece, ha ufficialmente chiesto che la struttura rimanga destinata ai Carabinieri "presentando una nuova proposta di accordo alla Prefettura, una volta rientrati in possesso della proprietà dell’immobile", si legge nel documento protocollato nelle scorse ore.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2014
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