Ryanair porta una cooperativa nell’handling. Il sindacato non ci sta

Il ricorso a cooperative più o meno credibili è frequente nel settore Cargo, ma ora per la prima volta si affaccia anche nei servizi di terra. La mossa degli irlandesi fa superare le divisioni tra le diverse sigle sindacali: "Temiamo l'effetto domino"

Ryanair

Ryanair sbarca a Malpensa e si porta dietro una cooperativa per la gestione dell’handling. Una mossa che mette in allarme e ricompatta sindacati e lavoratori: perchè fino ad oggil’handling (comunque terra di vera competizione tra gestori, anche sui costi) non aveva mai visto l’intervento delle cooperative e perchè la competizione all’ultraribasso tra cooperative in appalto e subappalto è già ben conosciuta a Malpensa, nel settore Cargo.

«Un elemento dirompente nel fragilissimo equilibrio fin qui determinatosi tra i diversi soggetti che si occupano di assistenza a terra per gli aeromobili» dice il comunicato unitario dei sindacati confederali, Cgil Cisl e Uil, ma anche di Flai, Ugl e sindacati di base. «La compagnia irlandese si farà infatti assistere da una società che per l’attività dell’area rampa subappalta ad una nota cooperativa, presente anche in altri scali aeroportuali del nord Italia».

La preoccupazione è molto concreta: oggi riguarda Ryanair che ha una presenza limitata a Malpensa, ma i sindacati temono «un tremendo effetto domino all’interno delle diverse aziende handling rampa di Malpensa, dove già alle condizioni attuali il sindacato fatica ad arginare il fenomeno del dumping sociale». E il riferimento, più o meno esplicito, va anche alla realtà della Cargo City, dove costante è il ricorso ad appaltatori e subappaltatori del servizio strutturati in forma di cooperative più o meno credibili (alcune sono finite in indagini giudiziarie con arresti, si parla anche di realtà con centinaia di lavoratori alternatisi nel tempo).

Il sindacato in questo caso si presenta compatto (senza posizioni difformi tra confederati, autonomi, sigle di base) ed è un segnale della grande preoccupazione che c’è. Si rivolgono direttamente ai soci di Sea (Comune di Milano e Fondo F2I) e si teme anche l’estensione del sistema delle cooperative anche ad altri settori, come manutenzioni e servizi ai passeggeri. Le soluzioni? Per ora i sindacati hanno convocato un’assemblea e un corteo unitario (giovedì 5 novembre, ore 10) e si preparano ad un possibile sciopero generale. Ma ci sono anche proposte inviate direttamente a Sea: il sindacato guarda ad esempio con favore «alla soluzione individuata per lo scalo di Fiumicino rispetto la limitazione a tre soggetti operanti nelle attività di handling».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2015
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