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Pomodoro e la Resistenza: il monumento che stupì Gallarate

L'opera fu scelta tra oltre sessanta progetti. Furono contattati oltre duecento tra artisti, galleristi e critici. L’appassionato dibattito ricadde poi sul grande monumento bronzeo

Arnaldo Pomodoro Monumento Resistenza Gallarate

Torna al suo antico splendore la  scultura di Arnaldo Pomodoro di largo Camussi, resa opaca dagli agenti atmosferici e modificata da un precedente intervento sulla vasca. Il restauro ha previsto anche la sistemazione della vasca, che presentava infiltrazioni, con un rivestimento in materiale bituminoso.

La storia intorno al monumento, come raccontano le cronache, fu molto appassionata. La città si divise tra favorevoli e contrari, la novità dell’opera infatti stupì molti cittadini.

L’esigenza di dedicare un monumento alla Resistenza nacque dal confronto tra le forze politiche e le associazioni partigiane della città nel 1979 prendendo atto che, a 34 anni di distanza dalla Liberazione, Gallarate non aveva ancora dedicato un’opera di alto valore morale al momento storico e ai suoi valori di libertà, giustizia e democrazia.

Un monumento, però, non è solo un monumento ma come scriveva, per l’occasione, Silvio Zanella “Un monumento commemorativo ha, o può avere, due valori: quello etico, simbolico, affettivo, morale e quello artistico estetico. Il primo valore viene esaltato ed accresciuto oppure sminuito dal secondo. Per soddisfare il primo valore, quello etico, può bastare anche poca cosa e di poca spesa, un cippo, una stele, un masso, un’architettura. Per soddisfare il secondo occorre l’opera di un vero artista“.

Arte - Mostre

Gallarate non voleva un monumento qualunque ma un’opera forte e di valore.  

Dopo la prima idea di indire un concorso nazionale la scelta, dettata soprattutto da motivi di tempo, ricadde sull’ipotesi di invitare alcuni degli artisti più importanti del panorama nazionale a proporre un’opera già realizzata.

Il lavoro del prof. Silvio Zanella fu enorme: contattò più di 200 tra artisti, gallerie e critici per identificare una rosa di autori ai quali richiedere una proposta. Molti degli artisti interpellati vennero in città per un sopraluogo, vedere la collocazione e il contesto nel quale l’opera sarebbe stata collocata. Alla fine furono contattati 41 artisti che presentarono complessivamente 69 progetti o ipotesi di opera. Una mostra alla Galleria d’Arte Moderna fu l’occasione di mostrare alla città il percorso e le ipotesi pervenute. Tra gli artisti contattati vi erano tra gli altri Andrea Cascella, Pietro Consagra, Fausto Melotti, Floriano Bodini, Marcello Morandini e Vittorio Tavernari.

La commissione incaricata a scegliere l’opera, dopo una appassionata valutazione, “Movimento di crollo” di Arnaldo Pomodoro alta oltre 5 metri, un’opera realizzata in quattro copie tra il 1970 e 1971, le altre “gemelle” si trovano presso la Banca Popolare di Milano a Milano; la collezione dell’artista e una in collezione privata.

Arte - Mostre

L’opera non figurativa, ma coerente con la ricerca artistica di Arnaldo Pomodoro, è fortemente suggestiva anche in virtù della sua altezza e slancio verso l’alto. La spaccatura centrale esprime il senso di caduta, o meglio di crollo, come meglio chiarisce anche il titolo.

La cerimonia di inaugurazione avvenne domenica 27 aprile 1980. Il programma della giornata prevedeva la celebrazione della S. Messa presso il Sacrario dei Caduti e poi un corteo che raggiunse prima il monumento ai Caduti in Largo Risorgimento per giungere a Largo Camussi e inaugurare l’opera di Pomodoro. La deposizione della corona di alloro in onore a tutti i caduto per la Resistenza fu seguita dal discorso commemorativo del Senatore Leo Valiani.

L’opera abbastanza rivoluzionaria rispetto alle iconografie dei monumenti alla resistenza non accolse il parere favorevole di tutti, ma oggi è tra le più importanti testimonianze artistiche della città.

di erika@varesenews.it
Pubblicato il 16 dicembre 2015
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