Varese e Como unite dall’ATS: “Basta con il provincialismo”

Il direttore Paola Lattuada presenta i suoi collaboratori e anticipa alcuni cambiamenti in sanità, tra cui quello del personale

La nuova direzione dell'ATS Insubria

Una fusione e la perdita di alcuni servizi. La Riforma della sanità entrata in vigore il primo gennaio scorso ha portato grosse novità per quelle che, fino allo scorso 31 dicembre, erano le aziende sanitarie. Oggi, quelle realtà si chiamano Agenzie di tutela della salute, sono passate da quindici a otto e, peculiarità del nostro territorio, Varese e Como saranno gestite unitariamente: « Vorrei che si superasse la visione molto provinciale di Varese e Como – ha esordito il direttore Paola Lattuada riconfermata nell’incarico – Stiamo assistendo a una svolta epocale di carattere culturale e dobbiamo guardare ai bisogni omogenei della gente e non ai confini territoriali».

Ad affiancare il direttore in quest’opera di riorganizzazione saranno Lucas Maria Gutierrez, riconfermato alla guida dell’area sociale, Luca Manganaro, anche  lui rinnovato nell’incarico di direttore amministrativo. La novità riguarda la direzione sanitaria affidata a Anna Maria Maestroni, proveniente dall’area socio sanitaria dell’Asl di Milano.

In termini numerici la nuota ATS sommerà l’Asl di Varese, che aveva 900 dipendenti, e quella di Como che contava su 600 unità. Con il passaggio del personale dei distretti alle singole Aziende socio sanitarie territoriali, però, perderà 250 dipendenti che andranno all’ASSL dei Laghi, 200 all’ASST Valle Olona, 70 all’ASST della Valtellina e 180 all’ASST lariana: « Il personale dei distretti è passato alle dipendenze delle nuove ASST dove continueranno a erogare servizi. Tutti le attività che non hanno sede in via Rossi sono state trasferite alle aziende socio sanitarie. Il consultorio varesino cambierà sede andando a occupare una palazzina all’ospedale di Circolo mentre l’attività di medicina legale ancora presente in via Rossi verrà ricongiunta con il servizio ospedaliero nel monoblocco».

Ma come verranno organizzati i percorsi sanitari? Come verranno utilizzati i diversi presidi ospedalieri e ambulatoriali? Ancora non è stato definito nulla: « Il cambiamento è complesso e, per ora, abbiamo definito le questioni relative al personale e alle tecnologie. Entro il 15 gennaio precluderemo con la contrattualizzazione per definire il carico di lavoro sanitario di ogni realtà pubblica e privata. Quindi dovremo dotarci di professionalità per avviare la programmazione che un tempo era in campo alla Regione quasi totalmente. Da qui cominceremo a ragionare in termini di percorsi, di PREST, di POT. Direi che entro l’anno raggiungeremo l’ossatura di questa riforma che è una rivoluzione culturale passando dalla cura al prendersi cura».

Di fatto, per il momento, per il cittadino non cambierà nulla: le vaccinazioni rimarranno nelle stesse sedi, così i servizi relativi alle dipendenze e alla prevenzione. Anche le guardie mediche come tutta la gestione dei medici di medicina generale spetteranno sempre all’ATS: « Ci aspetta un duro lavoro soprattutto per omogeneizzare le pratiche delle due vecchie ASL che erano abituate a gestire il lavoro in modo diverso e autonomo».

Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it

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Pubblicato il 04 Gennaio 2016
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