Referendum, i Giovani Padani dicono “no alla riforma Verdini-Boschi”
La presa di posizione dei giovani del Carroccio dopo il gazebo in piazza effettuato domenica 27 novembre
Nel pomeriggio di domenica 27 novembre i Giovani Padani del saronnese, nei pressi della Piazza Donatori del Sangue, hanno svolto un gazebo distribuendo volantini per ribadire il loro “no” alla riforma costituzionale. Il coordinatore cittadino dei Giovani Padani e consigliere comunale, Riccardo Guzzetti commenta: «È stata l’ennesima giornata positiva trascorsa in mezzo alla gente per dimostrare e spiegare i tanti aspetti negativi di questa riforma. Si tratta di una legge non condivisa dalle diverse fazioni politiche, ma supportata principalmente da un unico partito che ha eletto i propri parlamentari con una legge elettorale dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Da sinceri federalisti siamo inoltre assolutamente contrari alla ‘clausola di supremazia’ dello stato centrale rispetto alle regioni, perché ci riporta ad un centralismo inefficiente e sprecone. È utile ricordare che le regioni negli ultimi anni hanno ridotto la loro spesa di oltre 15 miliardi di euro mentre lo stato l’ha aumentata di oltre 100 miliardi, con un debito pubblico in continua crescita».
Presenti al gazebo, anche il Coordinatore Provinciale Davide Quadri e il Consigliere Regionale Emanuele Monti. «I ragazzi, anche coloro che non possono ancora votare, sono interessati all’argomento e mostrano interesse verso il messaggio di identità e futuro che noi Giovani Padani rappresentiamo» così il coordinatore provinciale Davide Quadri.
Monti fa il punto: «Servono riforme fatte bene, che siano realmente utili. Abbiamo bisogno di riformare la giustizia, di modificare a nostro vantaggio i rapporti con l’Europa, di un vero federalismo fiscale che finalmente non penalizzi più la Lombardia, di accorpare le Regioni facendo risparmiare miliardi allo Stato, di introdurre norme anti ribaltone per impedire che la volontà degli elettori venga calpestata, di consentire al Premier di nominare e dimettere i Ministri per non subire più mille ricatti, di tutelare maggiormente la libertà di intraprendere, i legittimi guadagni e la proprietà privata nei rapporti con il fisco e di tanto altro ancora. Non abbiamo bisogno di riforme inutili, fatte solo per acquistare consenso demagogico, legittimazione e più potere»
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