“L’inquilina del piano di sopra”, commedia sottile ed elaborata
L'opera teatrale con Gaia De Laurentis e Ugo Dighero è andata in scena al Giuditta Pasta raccogliendo numerosi consensi di pubblico e critica
Al Teatro Giuditta Pasta di Saronno dal 24 al 26 è andata in scena la commedia “L’inquilina del piano di sopra”, del francese Pierre Chesnot, con Gaia De Laurentis, Ugo Dighero e Laura Graziosi, regia di Stefano Artissunch.
Una commedia tutt’altro che banale, che gira intorno alla difficoltà delle relazioni interpersonali – un tema su cui i francesi si soffermano molto anche nella filmografia, vedi “Il condominio dei cuori infranti”, “Le donne del 6 piano”, tanto per citarne alcuni -, il dolore della vita, dell’insuperabile conflitto tra il desiderio di stare insieme e la difficoltà di adattamento reciproco, la solitudine esistenziale, la mancanza o povertà dei comunicazione. Ma che ha un lieto fine: i due protagonisti, così diversi e così dominati dai propri pregiudizi, mettono su famiglia.
La commedia non è stata costruita su di una serie di gag, ma presenta una comicità di situazione, più sottile ed elaborata, che fa perno su dei personaggi e su di una storia, in cui elemento fondante è il modo di essere del personaggio stesso, caratterizzato dalle sue ubbie, dalle sue contraddizioni messe in atto. Modo di essere che si manifesti chiaramente a tutti, tranne che al soggetto stesso, letteralmente ignaro delle proprie assurdità. Nel renderla, sia Dighero che la De Laurentis, sono stati efficaci.
La regia è stata impeccabile, così come la scelta delle musiche che hanno accompagnato le varie fasi di respiro durante la recita, durata un’ora e tre quarti. Ci ha colpito l’ambientazione multietnica di Soltanto, che ben ha sottolineato il contrasto tra i due personaggi: lui, un francese chiuso e lei, invece, tutta concentrata sulle novità etniche, soprattutto culinarie.
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