Nature urbane, il festival del “già visto”
"Tante ottime parole ben espresse, di cosa si compone questo festival?" Le domande di un lettore
Caro Direttore,
se possa interessare, mi permetto di mandarti queste poche riflessioni sulla parte presentata del Festival Nature Urbane.
Cordiali saluti.
B.B.
”Tante ottime parole ben espresse, in modo forbito ed elegante, come ci ha abituato l’assessore. Cecchi è bravissimo a parlare, ma, all’atto pratico, di cosa si compone questo festival? Anche perché, d’altro, oltre ad esso, almeno di un certo “spessore”, in quest’anno, nel settore della cultura non si è ancora visto, volendo semplicemente attenere inerente all’”amministrazione ordinaria” del mantenimento dei musei, ecc. ecc.
Si continua a partire dal tetto e non dalle fondamenta: sono anni che lo dico e lo ripeterò fino alla nausea, ogni volta che ne avrò occasione.
Credo, ad esempio, che a tutt’oggi, circolino tra le 3 diverse sedi dei musei solo 12 teche quelle che avevo dovuto utilizzare per la mostra ai Musei Civici lo scorso anno.
Pertanto, spesso, non è possibile allestire due mostre in contemporanea se si superi il numero di 12 teche in totale. E, poi, da una visita che ho fatto di recente alla mostra in corso, mi pare che non ci siano ancora le tende ignifughe che debbano proteggere, eventualmente, l’esposizione dei documenti d’archivio, tra la sala ottagonale e la piccola saletta a Villa Mirabello.
Tornando al festival, poi, mi pare, dalle voci che già circolano per i corridoi di palazzo, che troveremo inserite cose che già si facevano (le stesse visite alle ville, sebbene in numero minore, ad esempio, non sono di certo una novità) e consuete presentazioni di libri, qualche concerto, insomma, nulla che sia completamente “originale” prodotto dal territorio con le sue caratterizzazioni. Speriamo davvero che non sia così.
E poi, siccome l’ideatore “ab origine” di un “festival del paesaggio”, idea in effetti originale, è stato Daniele Zanzi, che conosce bene Varese credo più dell’assessore Cecchi, mi è sembrato quanto quantomeno strano il non vederlo tra i nomi impegnati per la presentazione nell’invito destinato alla stampa. Non si poteva accompagnare l’invito, come si faceva un tempo, almeno con alcune principali indicazioni (la classica “cartella stampa”)?
Ed, infine, corrisponde a verità che si sia ingaggiato un ufficio stampa che dovrà essere pagato ad hoc da parte dell’amministrazione, quando si paga già un “grande comunicatore?”.
Che, qui si spende 2 volte, ed altrove “si taglia”? Ma è la “non presenza” di Zanzi che mi turba non poco… Dissapori in giunta? Oppure, la consueta montagna che partorisce il topolino?”
Bruno Belli
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