La serata dei giovani sul referendum per l’autonomia fa il pieno

Sala gremita per l'iniziativa di Area Giovani con alcuni esponenti politici regionali e amministratori locali che hanno spiegato perchè votare e cosa porterà l'autonomia

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Il referendum è un importante strumento a favore della democrazia, in quanto permette un esercizio diretto della sovranità popolare.

Affrontare il quesito verso cui tutti i cittadini lombardi saranno chiamati, domenica 22 ottobre, ad esprimere una preferenza con maggiore consapevolezza, era l’obiettivo dichiarato della conferenza organizzata mercoledì  dall’associazione Area Giovani di Castellanza che ha visto una buona partecipazione di pubblico.

A introdurre e presentare la serata ci ha pensato il presidente dell’associazione Alessio Gasparoli, che ringraziando i diversi e illustri ospiti presenti ha ricordato come “la missione della nostra associazione è di stimolare i giovani a sviluppare una mente attiva, che sappia affrontare e confrontarsi con le situazioni più disparate”. A Lucia Landoni il compito di moderare e porre domande agli ospiti .

Il primo intervento della serata è stato ad opera di Giampiero Reguzzoni, consigliere regionale della Lega Nord, che ha commentato così la funzione e le possibilità offerte da questo referendum: «L’esito di questa consultazione, non può lasciare indifferente il governo. La Lombardia funziona bene, offre ai propri cittadini servizi di buona qualità. Ciò che chiediamo è solo di avere più competenze e le risorse necessarie a gestirle. Sono ventidue le materie su cui possiamo chiedere di esercitare un controllo diretto e una maggiore efficienza significa anche un risparmio che può portare a un incremento dei servizi ma anche a una detassazione su quelle imposte che più gravano sui nostri cittadini».

Sulla necessità di un esito positivo del referendum è d’accordo anche il sindaco di Varese Davide Galimberti che si dichiara «un convinto teorico dell’autonomia per tutte le regioni. Autonomia significa efficienza, risparmio e sopratutto una migliore interlocuzione tra istituzioni e cittadini». Sullo strumento scelto per porre la questione autonomistica, il sindaco del capoluogo si riserva qualche dubbio: «le singole regioni possono già intavolare una trattativa con Roma su quali materie esercitare la propria autonomia in seguito alla riforma costituzionale del 2001, spendere circa 50 milioni di Euro per questo tipo di consultazione mi è sembrata una scelta sbagliata quando avremmo potuto investire tale somma in servizi quali ospedali, scuole e manutenzione stradale».

Per Galimberti tuttavia la vera “battaglia politica avrà inizio il 23 ottobre, quando tutte le forze politiche si dovranno unire per avviare la trattativa con la capitale, dobbiamo chiedere la gestione diretta delle nostre risorse per sviluppare tutti i nostri progetti”.

A rappresentare il Movimento cinque stelle, era presente la consigliere regionale Paola Macchi che vede nel referendum «una buona abitudine perché permette una reale partecipazione dei cittadini, questo voto è un supporto molto forte per poter chiedere al governo maggiore autonomia. Stiamo parlando di una scelta di autonomia nel modo di gestire dei soldi che già ci toccano, ma che per questioni burocratiche e politiche non possiamo utilizzare come vorremmo, inoltre – sottolinea sempre la pentastellata – l’introduzione del voto elettronico ci permette maggiori risorse, sicurezze e ci proietta nel futuro».

A dare alla discussione un tono meno politico, la presenza di don Luca Violoni che, dopo essersi confrontato con il quesito, afferma come esso «tratti questioni molto ampie, bisogna capire se questa possibile autonomia permetterà alla regione di mantenere caratteristiche di sussidiarietà e solidarietà – continua Violoni -. Se per autonomia si intende svolgere meglio una determinata attività, allora credo che sarà una ricchezza per tutti (sussidiarietà, ndr). Le risorse che verranno concesse dovranno essere al servizio di un progetto di bene che valorizzi l’intera comunità (solidarietà, ndr), altrimenti si tratterebbe solo di puro egoismo: autonomia significa infatti anche maggiore responsabilità».

Verso la fine della serata è intervenuto anche il coordinatore cittadino di Forza Italia, Roberto Leonardi sostenendo che «il tema fondamentale è la partecipazione dei cittadini a questo referendum, la sua sperimentazione tecnologica ci mette inoltre in prima linea nell’affrontare quel processo di digitalizzazione che sta coinvolgendo anche le istituzioni e che sarà il futuro a cui dovremo abituarci».

Il sindaco di Castellanza Mirella Cerini  ha voluto ringraziare «i giovani che si sono impegnati nell’organizzare di questa importante serata», invitandoli a «continuare su questa strada, questa sera è stato un successo per voi e per tutta la nostra città, sono sicura che questo è solo l’inizio di un percorso pieno di soddisfazioni».

L’ultima battuta è toccata poi al sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli che, rivolgendosi a tutti i presenti, si lascia coinvolgere dal dibattito: «io a questo referendum credo tantissimo, la Lombardia ha bisogno di poter gestire in autonomia le proprie risorse su alcune materie fondamentali, la città di Busto Arsizio e tutte le altre realtà della nostra regione, hanno bisogno che vinca il sì».

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Pubblicato il 19 ottobre 2017
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