Referendum, e la nonnina disse: “È più facile che con la penna”
Il referendum visto con gli occhi di un "Digital Assistant" che racconta dubbi e timori per una prima volta storica
Sabato 21 e domenica 22 ottobre, come molti ragazzi della Lombardia, ho avuto modo di dare il mio contributo al Referendum per l’Automomia della regione.
Il mio compito era quello di dare assistenza al Presidente di seggio affinché le attività di montaggio delle voting machine andasse a buon fine insieme al loro funzionamento nel giorno del quesito referendario.
Sicuramente non posso negare le iniziali perplessità ed i timori per questo nuovo mezzo per il voto.
La mia testa era piena di ipotesi di eventuali infausti eventi con le possibili soluzioni. Fortunatamente nonostante qualche difficoltà riscontrata nel l’installazione di una macchina (poi andata a buon fine) le mie ipotesi di errore non si sono avverate.
Al contrario alcuni seggi hanno riscontrato alcuni problemi. Problemi che erano prevedibili, visto che questo è stato il primo referendum elettronico in Italia e che con il tempo potranno essere risolti.
Il dubbio che probabilmente era nella testa di molti è anche nella mia: “Come faranno le persone anziane?”.
Questo dubbio mi è stato smentito alle 7:20 quando una signora ottantenne si è presentata vestita per la domenica e in poco tempo ha espresso il suo voto uscendo manifestando la sua soddisfazione esclamando: “È più comodo della penna!”.
Credo che gli elettori dopo averlo testato direttamente siano soddisfatti di questo nuovo mezzo visti i suoi innumerevoli vantaggi come la rapidità dalla scelta di voto allo spoglio.
Possiamo anche affermare che questo è il futuro sperando che venga adottato anche a livello nazionale.
(Antonio Tombolato)
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