Sandro Turotti: “Pro Patria che vince non si cambia”

Intervista al direttore sportivo biancoblu: «I nostri acquisti di gennaio si chiamano Disabato, Lenoci e Bortoluz. Tante rivali pericolose"

pro patria sandro turotti roberto bonazzi

La Pro Patria ha chiuso il 2017 da campione d’inverno del Girone B si Serie D. Il sogno del popolo biancoblu è quello di rimanere in vetta fino alla fine del campionato, tornando così in Serie C tra pochi mesi.

Ottimo il lavoro svolto da mister Ivan Javorcic, così come quello della squadra; molti meriti vanno inoltre attribuiti al direttore sportivo Sandro Turotti, capace di dar forma a una formazione non solo valida, ma brava a far fronte anche a infortuni importanti (Disabato e Le Noci su tutti). E proprio a Turotti abbiamo chiesto un bilancio di fine anno solare.

Direttore, chiusa la prima parte di stagione, come valuta la Pro Patria?
«Sicuramente in maniera positiva. Abbiamo fatto un’andata importante in un girone molto complicato, che credo sia uno dei più difficili in assoluto. Abbiamo dato continuità di risultati con un buon gioco. Finora siamo soddisfatti».

Cercando il pelo nell’uovo, cosa si potrebbe migliorare?
«A volte non siamo cinici come il campionato richiede. Certe partite potevano essere chiuse prima, con un risultato più ampio».

Che girone di ritorno si aspetta?
«Come sempre il ritorno è il più difficile. Tutti hanno obiettivi da centrare e partita dopo partita i punti diventano più pesanti. Ogni squadra venderà cara la pelle per raggiungere il proprio traguardo. Inoltre la Pro è inserita in un girone molto equilibrato con tante squadre ancora in gioco sia nella parte alta della classifica, sia in quella bassa».

Quali sono le avversarie che teme di più per la seconda parte di stagione?
«A inizio campionato si parlava di Rezzato, Pergolettese, Crema e Lecco. A parte il Crema, le altre stanno mantenendo onore ai pronostici. Ci sono inoltre il Darfo e il Pontisola che stanno facendo meglio di quanto preventivato. Le pretendenti sono tante e tutte sono pericolose»

Il 2018 della Pro Patria ripartirà da Lecco. Che gara si aspetta?
«Il Lecco è una squadra molto attrezzata, con ambizione e con una piazza che ha tutte le caratteristiche per fare bene. Per noi però sarà una partita assolutamente da non perdere per restare in vetta e per tenere a distanza una concorrente».

A gennaio aprirà il mercato dei professionisti, la Pro Patria si muoverà?
«Anzitutto colgo l’occasione per fare i complimenti al mister e al suo staff, che stanno dimostrando di poter ambire a categorie superiori. Anche grazie al loro lavoro le cose stanno andando bene, il gruppo è coeso, e qualsiasi giocatore chiamato in causa ha risposto positivamente. Proprio per questo abbiamo deciso di non intervenire. Nel caso però ci fosse un’occasione faremo qualcosa, ma aggiungere qualcuno a questo gruppo non è così facile. Il nostro mercato sarà soprattutto ritrovare giocatori come Donato Disabato, Elia Bortoluz e Giuseppe Le Noci. Giocatori che ci sono mancati molto nel primo spezzone di stagione. Ci sono equilibri da tutelare; i calciatori sono prima di tutto esseri umani, non figurine».

Cosa chiede al 2018?
«Io chiedo la salute. Al di là di quello, spero che continuino gli ultimi sei mesi del 2017. Non sarebbe male».

Francesco Mazzoleni
francesco.mazzoleni@varesenews.it
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Pubblicato il 27 Dicembre 2017
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