Fulvio Fiori e Fabio Scotto ospiti alla libreria Ubik

Appuntamento per sabato 10 e domenica 11 marzo alla libreria di Piazza Podestà

Ubik Busto

Doppio appuntamento nel fine settimana alla libreria Ubik di Varese. Sabato 10 marzo appuntamento con Fulvio Fiori con il volume “Le parole che fanno bene”, edizioni TEA, alle 18.

Il pensiero positivo, benché efficace su questioni concrete e forse più “superficiali” della vita umana, presenta qualche problema nella nostra psicologia del profondo, perché i pensieri negativi esistono, fanno parte di noi, e anche se si cerca di neutralizzarli, continueranno a fare danni a nostra insaputa. Il pensiero positivo “fa da tappo” alla potenza distruttiva dei pensieri negativi, senza guarirli. Con la scrittura invece si può trasformare in positivi i pensieri negativi e, insieme a essi, anche le abitudini negative, i progetti negativi, le emozioni negative, i ricordi negativi, un destino negativo… Perché la parola è energia e ha un potenziale creativo infinito, concreto e tangibile, purché la si usi in modo consapevole, con intenzione energetica chiara, emozione intensa e stile personale.

Domenica 11 marzo invece, sarà ospite il poeta Fabio Scotto con la raccolta “La nudità del vestito”, edizioni NEM. Condurrà l’incontro Andrea Giacometti, alle 11 e 30.

Fabio Scotto, ormai un sicuro e mai scontato punto di riferimento del pubblico della poesia, ci propone questa sua nuova opera “La nudità del vestito” con l’autorevolezza di un testo maturo, che parte, viaggia e ritorna ai fondamenti della poesia. E come ammette lo stesso Autore, che incontra la catarsi dell’uomo aristotelico, quello che conta è la parola girovaga che sottrae a ogni vero o falso sembiante il puro spirito (l’aspetto o i lineamenti del volto: Tiresia, che mutò sembiante [Dante]), per donarsi alla poesia, vera protagonista di questo libro. Un finissimo linguaggio che tocca punte di lirismo altissimo senza nulla togliere alla linearità della prosa poetica. «E che la nudità del vestito non si copra di alcun vestito di per sé vano se nessun corpo gli dà vita, che diventi pagina bianca dove l’inchiostro tesse le sue misteriose trame…». Parole dell’Autore che lasciano intendere che nulla di quella loro danza è affidato al caso, ma che in un tramestio di voci e di trasalimenti improvvisi, esse siano «auto da fè coram populo», un atto di fedeltà alle voci supreme della poesia, come quella di Yves Bonnefoy, tanto amato e tradotto da Fabio Scotto, che aleggia con il suo dàimon creativo e protettivo in tutta la sua spettacolare nudità sulla viva «carne del mondo».

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Pubblicato il 08 Marzo 2018
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