Mario Botta e Riccardo Blumer ospiti a Villa Panza

Appuntamento con il secondo incontro del ciclo di conversazioni “Thinking Varese, il valore della committenza in architettura” organizzato dall’Ordine degli Architetti di Varese

Mario Botta Teatro dell'Architettura

Per il secondo appuntamento del ciclo di conferenze dal titolo “Thinking Varese – il valore della committenza in architettura” mercoledì 28 marzo alle 21.00 Mario Botta e Riccardo Blumer saranno ospiti a Villa Panza nell’incontro organizzato dall’Ordine degli Architetti di Varese. La conferenza rilascerà agli architetti n. 2 cfp validi per il triennio 2017/2019

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L’architetto ticinese parlerà del Teatro dell’Architettura, nuovo spazio espositivo da lui progettato all’interno del campus dell’Accademia di architettura di Mendrisio in un dialogo con Riccardo Blumer (architetto varesino, ora anche Direttore dell’Accademia di architettura di Mendrisio), moderatore Gabriele Neri.

L’appuntamento è il secondo del ciclo di conversazioni “Thinking Varese, il valore della committenza in architettura”, il cui obiettivo è quello di far capire che il ruolo del committente è fondamentale nel processo di progettazione di un nuovo edificio, sia esso pubblico che privato.

Con l’obbiettivo di offrire uno strumento a favore del dibattito culturale sull’architettura l’Università della Svizzera italiana e la Fondazione Teatro dell’architettura hanno collaborato per promuovere la costruzione di un nuovo edificio, il Teatro dell’architettura, all’interno del Campus universitario dell’Accademia di architettura di Mendrisio.

Accanto all’attività didattica e di ricerca che vengono svolte all’interno dell’ateneo, questa iniziativa intende rafforzare l’offerta formativa in particolare in riferimento alle occasioni espositive e seminariali e nel contempo dare visibilità ai nuovi interessi transdisciplinari che sempre più intervengono nel processo progettuale e che ridefiniscono il ruolo sociale dell’architettura. Le complesse questioni che la società contemporanea è chiamata ad affrontare – l’impegno a favore dell’ambiente, la reperibilità delle risorse energetiche, i drastici cambiamenti climatici e le nuove complesse realtà sociali – condizionano fortemente le dinamiche legate agli aspetti identitari che si registrano a livello territoriale tanto da rendere necessari nuovi approcci e una nuova sensibilità disciplinare nell’ambito dell’architettura, degli studi urbani e della progettazione del paesaggio. L’impegno per comprendere la portata dei cambiamenti in atto è uno dei compiti della cultura architettonica e i suoi principali attori, gli architetti, devono essere consapevoli delle nuove responsabilità che devono assumere nell’operare a favore dell’organizzazione dello spazio di vita dell’uomo. Le nuove forme di espressione transdisciplinari che connotano oggi l’arte, la moda, il design e la fotografia come anche la danza, il cinema e la letteratura, contaminano in modo sempre più dinamico una serie di attività in precedenza autonome e si rivolgono ad un pubblico diversificato: uomini liberi, che possono accedere alle nuove suggestioni del ‘vivere’ senza particolari riferimenti a uno status sociale e senza condizionamenti a priori.

L’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana, consapevole dei cambiamenti radicali in atto con la sua proposta formativa ha cercato di rafforzare e prediligere gli aspetti umanistici che sono alla base della disciplina e ora, superata la fase costituente, con l’edificazione del Teatro dell’architettura intende confermare la propria vocazione e favorire nuove iniziative a complemento della formazione professionale, a livello locale, nazionale e internazionale.

Il nuovo edificio, a pianta centrale circolare con tre piani fuori terra e due piani interrati, rimanda alla tipologia del teatro anatomico. Unico nel suo genere, il Teatro dell’architettura contribuirà significativamente alla nuova immagine identitaria dell’Accademia di architettura del Campus Mendrisio: un laboratorio di idee e di eventi, un luogo di sperimentazione, infine uno strumento contemporaneo che dovrà essere in grado di percepire e trasmettere le tendenze culturali in atto.

Il nuovo edificio, a pianta centrale circolare con tre piani fuori terra e due piani interrati, rimanda alla tipologia del teatro anatomico. Unico nel suo genere, il Teatro dell’architettura contribuirà significativamente alla nuova immagine identitaria dell’Accademia di architettura del Campus Mendrisio: un laboratorio di idee e di eventi, un luogo di sperimentazione, infine uno strumento contemporaneo che dovrà essere in grado di percepire e trasmettere le tendenze culturali in atto. Progettato dall’architetto Mario Botta il Teatro dell’architettura è sorto accanto al Palazzo Turconi: l’edificio ha un diametro di 27 metri e la superficie totale è di circa 3˙000 metri quadrati. Gli spazi si prestano ad una pluralità di utilizzi per eventi sia concomitanti che indipendenti. L’inizio delle attività del Teatro dell’architettura sono previste per il 2018. Il Teatro dell’architettura dell’Università della Svizzera italiana del campus di Mendrisio avrà una gestione programmata in accordo fra la Direzione dell’Accademia di architettura e la Fondazione Teatro dell’architettura. Tutti gli eventi culturali saranno aperti al pubblico, per rafforzare così le basi di una solida vocazione culturale nei confronti del proprio territorio. Il Teatro dell’architettura agirà anche come piattaforma di interscambio con altre istituzioni che hanno fatto delle istanze della cultura il proprio campo di interesse.

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Pubblicato il 23 Marzo 2018
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