Viole e libellule da proteggere, nuovi interventi a tutela della biodiversità

Nuovi interventi lungo le dorsali dei fiumi Mincio e Po nell'ambito del progetto di salvaguardia ambientale, "Tessere per la natura"

parco del mincio viola rara biodiversità

E’ in fase di chiusura lavori il maxi progetto “Tessere per la natura”, nato nel 2016 e cofinanziato dal bando “Connessione ecologica 2016” di Fondazione Cariplo. Si tratta di un insieme di azioni finalizzate a ricostituire il corridoio verde che si snoda da Ponti sul Mincio all’isola Boschina di Ostiglia, lungo le dorsali dei fiumi Mincio e Po in 21 comuni e 28 zone – tessere, appunto -, azioni di miglioramento di habitat e boschi e creazione di piccole aree umide che fungeranno da incubatrici di biodiversità.

Nella giornata di ieri si sono conclusi i lavori a Castiglione delle Stiviere, nel SIC “Complesso morenico di Castiglione delle Stiviere” località Valle dove, a seguito di apposita Convenzione e autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune il 26 ottobre 2017, si sono eseguite opere di conservazione della prateria umida, di creazione di tre pozze (aree umide) finalizzate all’aumento della biodiversità del sito e interventi di risagomatura superficiale delle sponde del bacino idrico finalizzati alla conservazione di due specie rare presenti, Viola eliator e la Libellula Sympetrum depressiusculum. Gli interventi di conservazione della prateria igrofila a Viola elatior sono iniziati nell’ottobre dello scorso anno mediante l’eradicazione di specie arbustive e la posa di piezometri per misurare le fluttuazioni stagionale della falda. L’attività di decespugliamento delle aree invase da rovo e dei punti di contatto tra il rovo e la Viola elatior è stato eseguito a mano, con l’assistenza di un botanico del Consiglio Nazionale delle ricerche – Inrea.

L’ambito di intervento è strettamente correlato alla presenza dell’acqua e certamente l’ecosistema più fragile di tutto il complesso è quello relativo alla prateria a Viola elatior per la quale si era notata nel tempo una graduale contrazione di superficie. Trattandosi di prateria umida, la presenza dell’acqua è di fondamentale importanza e quindi la posa di piezometri, soprattutto in prossimità dei margini della prateria, ha proprio lo scopo di valutare a quali cause siano imputabili le dinamiche regressive della specie. Due le cause possibili: l’abbandono colturale ossia a una diminuzione degli sfalci – che favorisce lo sviluppo di rovo e specie arbustive- oppure la correlazione a fluttuazioni della falda (positive o negative) – che condizionano negativamente il tenore d’acqua nel suolo allontanandosi dall’optimum necessario alla conservazione della specie – e poter quindi porre in essere eventuali ulteriori azioni finalizzate alla miglior conservazione della specie. La posa di 4 piezometri si è conclusa solo in data odierna e si è resa possibile in questa stagione grazie all’assenza di precipitazioni che hanno reso il terreno idoneo alla loro infissione.

Si sono poi svolti, con l’assistenza della Soprintendenza Archeologica, interventi per la realizzazione di habitat idonei a Sympwetrum depressiusculum (Cardinale padano, una libellula protetta) mediante creazione di tre pozze idriche che offriranno un habitat idoneo nei mesi di giugno e luglio per la deposizione e crescita delle larve della specie. Lo scavo delle tre pozze è stato effettuato in ottobre-novembre 2018 in aree a cariceto nelle quali non era presente la Viola elatior. Il terreno di risulta è stato steso in loco ed ha comportato un rialzo minimo della quota del piano campagna. In una seconda area del SIC è stato inoltre eseguito il taglio di alberi attorno alla pozza di ristagno idrico posta all’interno dei rimboschimenti realizzati con un precedente progetto ed è stata realizzata la risagomatura delle sponda est dello specchio d’acqua principale per favorire una maggiore gradazione di ambienti di interfaccia tra acqua e bosco igrofilo (canneto e fascia a grandi carici), la creazione di alberi habitat, il rilascio di monconi di legno morto in piedi e di legno morto a terra per la flora e fauna sapropxilitica.

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Pubblicato il 05 Marzo 2019
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