Bonaccini vince in Emilia Romagna, Santelli in Calabria

Confermato con un distacco di quasi dieci punti il candidato uscente del centrosinistra, che ferma la Lega. In Calabria premiata la coalizione di centrodestra. Forte flessione per i Cinquestelle. Alta affluenza alle urne

voto

Bonaccini in Emilia Romagna, Santelli in Calabria: la notizia sull’esito delle tanto attese elezioni regionali all’alba di lunedì presenta questi due nomi indicati dagli elettori per governare le due regioni per i prossimi cinque anni.

Il dato ha un rilievo oltre che amministrativo anche politico vista la grande attenzione cui il leader della Lega Matteo Salvini ha posto su questa sfida. Non c’è stata la “spallata” – cioè il pretesto per richiedere eventuali elezioni anticipate – ma la riconferma in Emilia Romagna del candidato uscente sostenuto dal Pd, dove si è segnata la battuta d’arresto della Lega e la netta flessione dei Cinquestelle. In Calabria ha vinto la candidata sostenuta dal Centrodestra facendo segnare una ripresa di peso di Forza Italia nella coalizione di centrodestra.

I DATI

In Emilia Romagna (Sezioni candidato presidente scrutinate: 4443 su 4520) a Stefano Bonaccini vanno 1.172.252 voti, pari al 51,39%; a Lucia Borgonzoni 996.363 voti pari al 43,68%; Simone Bennini (M5s) 78.871 voti pari al 3,46%.

In Calabria (Sezioni candidato presidente scrutinate: 2.027 su 2.420) a Jole Santelli vanno 363.320 voti pari al 55,97%; Pippo Callipo 195.799 voti pari al 30,16%; Francesco Aiello (M5s) 47.647 voti pari al 7,34%; Carlo Tansi 42.403 voti pari al 6,53%

 

LE PRIME PROIEZIONI

Che in Emilia Romagna Bonaccini stesse vincendo lo si percepiva più chiaramente già nella tarda serata di domenica quando il candidato uscente era in testa secondo le prime proiezioni realizzate dalla Swg. Il candidato del centro sinistra era da poco passata la mezzanotte al 51% mentre Lucia Borgonzoni del centro destra è al 43%. Benini è al 4,2% e Bergamini allo 0,9%.

Diverse le proiezioni della Rai dove il candidato del centro sinistra è al 49,7% e quella del centro destra al 44,7%.

In Calabria secondo le proiezioni Santelli è al 50,9%, Calippo 31,3%, Tansi 8,3%, Aiello 7,8%.

In entrambi le regioni c’è stato un crollo di consenso per il Movimento 5stelle.

IL COMMENTO DI NICOLA ZINGARETTI

“Un immenso abbraccio a Stefano Bonaccini e a Pippo Calippo. In Calabria poteva andare anche meglio se fossimo stati uniti. Un immenso grazie al movimento delle Sardine perché il numero dei votanti è frutto anche del loro impegno. Siamo contenti del partito democratico. I risultati del 4 marzo 2018 sono dietro le spalle. Salvini ha perso e il Pd è il pilastro fondamentale per costruire un campo di forze economiche, culturali e politiche contro le destre. Sono contento per i cittadini emiliani e romagnoli che avranno un grande presidente. Ora il Governo deve rilanciare le azioni per cui stiamo lavorando. Al Paese serve una scossa economica”.

IL COMMENTO A CALDO DI MATTEO SALVINI

“Grazie a quanti hanno votato. Per la prima volta nella storia di una regione del Sud siamo determinanti. Lavoreremo in Calabria per lo sviluppo della regione. felice di esser stato lì per la campagna elettorale e prometto che ci tornerò. In Emilia Romagna è stata una cavalcata emozionante dove ho incontrato migliaia di persone. La partita è aperta perché dopo 70 anni c’è stata una partita. Ringrazio Lucia Borgonzoni che è una donna eccezionale. Quando il popolo vota ha sempre ragione anche se il vincitore fosse Stefano Bonaccini. Noi lavoreremo per realizzare il programma per cui ci siamo battuti. In Calabria da domani lavoreremo per dare un governo alla regione”.

GLI EXIT POLL

Secondo gli exit poll della Rai in Emilia Romagna Bonaccini sarebbe tra il 48 e il 52%. Borgonzoni tra il 43 e il 47%.

In Calabria avrebbe vinto Santelli con il 49-53%.

AFFLUENZA

In Emilia Romagna ha votato il 67,54% degli aventi diritto. Nelle precedenti elezioni l’affluenza era il 37,09%.

In Calabria ha votato il 44,32% degli aventi diritto. Nelle precedenti elezioni l’affluenza era il 42,21%.

 

In Emilia Romagna e in Calabria le urne sono rimaste aperte dalle 7 fino alle 23 per permettere ai votanti di esprimere la loro preferenza per scegliere il governatore delle due regioni. Il numero dei cittadini chiamati al voto è di 3.515.ooo in Emilia e di 1.959.050 in Calabria.

RIFLETTORI PUNTATI SUL VOTO IN EMILIA 

In Emilia la sfida è tra Stefano Bonaccini (Pd) e Lucia Borgonzoni (Lega): la regione, secondo il centrodestra, è il banco di prova della tenuta del governo, trattandosi di un territorio storicamente “rosso” in mano alla sinistra da anni. Bonaccini è presidente uscente: nel 2014 ha vinto con la coalizione Partito Democratico, “Emilia Romagna civica”, “Centro democratico – democrazia sociale” e Sinistra e libertà (Del) aggiudicandosi il 49% (615.723 voti). L’allora sfidante del centrodestra, Alan Fabbri, aveva raggiunto il 29%.

Oltre ai due favoriti, corrono anche Simone Benini (M5S), Domenico Battaglia (“Movimento 3V”), Stefano Lugli (“L’altra Emilia-Romagna”), Marta Collot (Potere al popolo) e Laura Bergamini (Partito comunista). Se si guarda anche alla possibilità di astensione il rischio di dispersione dei voti, viste le numerose liste nell’area radicale del centrosinistra, è molto alto.

Nel 2014 aveva votato solo il 37,4% degli aventi diritto al voto. Per scongiurare questo pericolo, Bonaccini e i suoi hanno cercato di “ricompattare” le varie anime della sinistra ricordando la possibilità del voto disgiunto. L’invito al voto è arrivato anche dai quattro ragazzi romagnoli delle Sardine, che proprio ieri hanno concluso questi due mesi di piazze con un bagno al Papeete, roccaforte estiva dell’allora ministro dell’Interno.

SFIDA A QUATTRO IN CALABRIA

In Calabria, invece, la sfida è a quattro: Jole Santelli per il centrodestra (“Jole Santelli presidente”, Forza Italia, Casa delle Libertà, Lega, Fratelli d’Italia, Udc), Filippo “Pippo” Calipo del centrosinistra (“Io Resto in Calabria”, Pd e “Democratici Progressisti), il grillino Francesco Aiello (prima volta che il M5S si presenta ufficialmente, con due liste: il Movimento 5 Stelle e “Calabria Civica-Liberi di cambiare”) e Carlo Tansi per gli indipendenti (“Tesoro Calabria”, “Calabria Pulita”, “Calabria Libera”).

La regione esce da cinque anni di governo del democratico Mario Oliviero, che nel 2014 aveva sconfitto Wanda Ferro (Forza Italia) con il 61,41%. Nel 2014 solo il 44% dei votanti era andato alle urne. Diversamente dall’Emilia, in Calabria si vota con il proporzionale.


Ore 13.31
Arrivano i primi dati sull’affluenza nei seggi di Emilia Romagna e Calabria.

EMILIA ROMAGNA: Alle 12 l’affluenza registrata era pari al 23 per cento, oltre il doppio della precedente tornata elettorale (2014).

CALABRIA: L’affluenza alle 12 era superiore al 10,14 per cento.


ORE 19.35

L’affluenza in Emilia Romagna alle ore 19 è stata del 59,11% contro il 31,13/ della precedente tornata. La città con la maggior affluenza è stata Bologna ( 61,80% seguita da Ravenna con il 60,67%)

In Calabria alle 19 aveva votato il 35,52% degli aventi diritto, un dato sovrapponibile a quello della precedente consultazione che aveva registrato il 34,81%. La città con la percentuale maggiore è Catanzaro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2020
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