Il PD si appella al sindaco: “Basta annunci, prenda provvedimenti concreti”

Il Partito Democratico di Busto Arsizio chiede che si valuti immediatamente una variazione di bilancio per ridurre le addizionali comunali e i tributi locali

partito democratico

È con una lettera aperta indirizzata ad Emanuele Antonelli che il gruppo del Partito Democratico di Busto Arsizio chiede al primo cittadino di smetterla con “ordinanze restrittivi e gli annunci militari” e inizi a “mettersi in gioco facendo quello che può”. Nella sua lettera il PD chiede quindi di studiare subito una variazione di bilancio, proponendo anche una serie di provvedimenti.

Ecco la lettera integrale firmata dal Gruppo Consiliare e Circolo Partito Democratico Busto Arsizio

Sig. Sindaco,

in questo momento ci sentiamo tutti uniti nel combattere questa emergenza mettendo al primo posto la salute dei nostri concittadini e proprio per questo pensiamo che l’Amministrazione Comunale abbia il dovere di comunicare nel modo più chiaro possibile quanto stia accadendo nella nostra città ma anche di farsi parte attiva con iniziative immediate che vadano a rispondere alle numerose richieste di aiuto dei nostri concittadini così da non vanificare le tantissime e lodevoli iniziative di privati che già si sono prodigati.

Partiamo necessariamente dai nostri anziani più esposti ai rischi di un possibile contagio. Quali sono le iniziative a sostegno di tali soggetti? Sappiamo che alcune farmacie comunali distribuiscono medicinali a richiesta e molti esercenti hanno un servizio di consegna a domicilio, ma il Comune cosa sta facendo per loro? Sicuramente potrebbe svolgere una funzione di coordinamento delle predette iniziative con i propri uffici con messa a disposizione di un numero dedicato, censendo le richieste della popolazione “fragile” così da far incontrare in maniera più facile i bisogni con chi potrebbe risolverli.

Il solo servizio pubblicizzato è l’app Alert-System attivato qualche settimana fa, ma che sull’emergenza COVID ha fino oggi avuto solo due messaggi del sindaco. Anche l’ultima ordinanza n. 7 del 20 marzo u.s. non ha avuto alcun anticipo dell’applicazione. Evidentemente non basta la comunicazione e non vengono utilizzati anche gli ottimi strumenti attivati.

Chiediamo poi un aiuto concreto ed immediato a tutti i cittadini, alle attività commerciali, imprenditoriali e professionali in genere della nostra città, piegate dalla crisi con indubbi gravi danni economici ed in particolare che si studi quanto prima una variazione di bilancio affinché sia previsto l’esonero per l’addizionale comunale IRPEF relativamente all’intero periodo di emergenza ed una riduzione importante dei tributi locali (IMU, TASI, TARI) per ogni giorno di applicazione delle misure di emergenza e fino alla normale ripresa delle attività, tributi le cui scadenze devono necessariamente essere procrastinate con ulteriori rateizzazioni oltre a quelle già previste. 

Chiediamo poi una sospensione immediata del pagamento delle rette di nidi e asili comunali.

In conclusione, forse è giunto il momento che l’amministrazione oltre alle ordinanze restrittivi e gli “annunci militari” cominci a mettersi in gioco facendo quello che può, perché se i cittadini devono restare a casa, il Comune deve essere attivo.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti quelle donne e quegli uomini che nel nostro ospedale e in tutti i presidi e servizi della città che stanno combattendo per noi questa lotta con la speranza di ringraziarli il prossimo 24 giugno testimoniando loro la vicinanza e il grazie dell’intera città.

Infine ci rivolgiamo ai nostri concittadini ricordando che in queste settimane è iniziata una battaglia che, se vogliamo finisca presto, dobbiamo combattere tutti insieme attraverso il rispetto delle regole e di quegli uomini e di quelle donne che rischiano la vita tutti i giorni e di quelli che ci hanno lasciato.Restiamo in casa, usciamo solo se strettamente necessario. Ne va del futuro nostro e dei nostri figli.    

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 marzo 2020
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